Bari, Longo all'attacco: "Gara di Pescara inguardabile, così non ci salviamo. Spero sia stato un incidente di percorso"
Vigilia di conferenza stampa di Bari-Reggiana, tempo di conferenza stampa per mister Longo.
Il valore della gara contro la Reggiana, il ritiro.
Valore importantissimo, come oramai da tempo. Il ritiro? Non ho mai creduto fortemente ai ritiri come unica leva per sterzare le situazioni difficili, è stato un momento per trovare concentrazione e approccio, mi auguro che possa essere uno degli elementi che serva per fare una buona partita contro la Reggiana.
I cambi a Pescara.
È stata cavalcata abbastanza la storia dei cambi. Longo cambia tutto, ho letto, ma è stata deformata la realtà, era la terza gara in una settimana e soprattutto dovevamo cambiare per forza. Quando si scrive serve conoscenza di quello che si fa. Poi si può discutere di tutto. Qualcuno lo possiamo recuperare, altri, e cioè Cuni, De Pieri, Verreth, Stabile ed Esteves sono da valutare. Darboe è ufficialmente fuori.
Piscopo un’opzione da incursore?
Per la sua duttilità è un giocatore che può ricoprire più ruoli, cercheremo di toccare il meno possibile.
L’atteggiamento del Bari a Pescara.
Non sono venuto in conferenza stampa perché era presente la società che doveva comunicare l’umore e la decisione del ritiro. L’amarezza era grande proprio perché la partita è stata approcciata da tutti nel modo sbagliato. È come se non fossimo scesi in campo, questo non deve succedere. È accaduto e ne paghiamo le conseguenze. Quella squadra di Pescara non si può salvare. Il ritiro è stato fatto per prendere coscienza di quello che è stato fatto.
Rischio di scorie dopo Pescara?
No. No perché da quando sono arrivato non c’è stata una gara in cui non si poteva essere liberi mentalmente. Ogni gara è stata un’ultima spiaggia. È inspiegabile la prestazione dell’ultima partita, sotto l’aspetto dell’atteggiamento. A Pescara si poteva perdere, ma non così. Sono stati fatti passi indietro. Poi io dico che la crescita non è costante verso l’alto. Capitano alti e bassi finché non si trova una fisionomia ben precisa. Prima di Pescara io ho visto dei miglioramenti. I cambi di modulo? Si può fare tutto. Sono stato giudicato su tre cambi e invece non ho rivoluzionato niente. Questo mi fa arrabbiare.
Il mancato cerchio.
Non si fa da qualche partita, per una scelta nostra. Sarei entrato solo se ci fossero stati i nostri tifosi. Non sono andato perchéc ero talmente incazzato che ho preferito andare negli spogliatoi. Sono umano, per me il calcio è tutto e di conseguenza sono andato negli spogliatoi. C’è l’abitudine di andare a trovare il cavillo e c’è bisogno sempre del capro espiatorio.
Il rapporto con la squadra.
Il cambio di approccio non serve con la squadra perché siamo stati chiari fin dall’inizio. Per questo siamo andati in ritiro. Non si possono giocare partite come Pescara. Giusto che tutti ci prendiamo responsabilità di quanto successo.
Pescara come Cosenza?
La stecca totale di una o due partite può capitare su 38 partite. Nel nostro momento è tutto amplificato. Qui nessuno chiede di vincere 3-0 ma nemmeno di non andare a giocare.
La corsa salvezza allargata.
Corretto. Al di là delle risposte, sarebbe facile dare la colpa ai tre cambi. Anche la prestazione degli otto undicesimi che giocavano sempre non ha aiutato i tre. Nessuno dal Pescara al Padova può stare tranquillo. Tanti scontri diretti. Dobbiamo pensare a noi stessi e fare i nostri punti, il nostro massimo.
L’amarezza per i tifosi.
Quando vedo 1000 tifosi alla rifinitura viene il groppo in gola a me, a 50 anni. Avrei giocato al momento per ricambiare l’affetto. Forse a qualcuno ha fatto l’effetto contrario. Oggi non ho ancora una spiegazione di quanto accaduto. Domani c’è una gara importantissima. Bisogna avere l’energia per fare una buona partita e portare a casa punti.
Gytkjaer, il punto.
Non ha giocato per scelta tecnica, abbiamo scelto Moncini perché oggi è quello che può garantire una percentuale più alta di gol. Gytkajer ha una caratteristica specifica in area di rigore. Per questo abbiamo preferito Cuni, che ci dà profondità.
L’equilibrio.
Credo che bisogna analizzare tutto il percorso. Questa è una squadra che per sette mesi non giocava le partite. Nel post mercato ha dato dei segnali. Dal momento in cui non lo fai si ricade su un problema vecchio, che noi stiamo cercando di sistemare da nove partite, che non sono nulla.
La gara di domani.
Non voglio aprire un capitolo diverso. Voglio riprendere il capitolo già aperto. Spero che Pescara sia stata un incidente di percorso.