Giuseppe Raffaele, chi è il nuovo allenatore dell’Altamura: dalla cavalcata con il Cerignola al 3-5-2, ecco come può cambiare la squadra
Dalla straordinaria stagione con il Cerignola all'esperienza con la Salernitana: il tecnico siciliano riparte dall'Altamura. Il 3-5-2 è il suo marchio di fabbrica, ma non mancano le alternative tattiche.
L’Altamura riparte dall’esperienza di Giuseppe Raffaele. Il tecnico siciliano, classe 1975, è stato scelto per raccogliere l’eredità di Ledian Memushaj e provare a invertire la rotta dopo un avvio di campionato complicato. Un accordo fino al 30 giugno 2028 per affidare la squadra a un allenatore che conosce profondamente la Serie C e, in particolare, il girone meridionale. I biancorossi hanno raccolto appena otto punti nelle prime nove giornate, con due vittorie, due pareggi e cinque sconfitte. A preoccupare è soprattutto il rendimento offensivo, con appena quattro reti realizzate.
Per Raffaele si tratta di un ritorno in Puglia, dove ha vissuto una delle esperienze più significative della propria carriera alla guida dell’Audace Cerignola. Arrivato sulla panchina gialloblù nel marzo 2024, in sostituzione di Ivan Tisci, il tecnico riuscì a condurre la squadra al settimo posto, conquistando i playoff e fermandosi al secondo turno del girone contro la Casertana. Una prima esperienza positiva, diventata poi una vera e propria consacrazione nella stagione successiva.
Nel campionato 2024/25, infatti, il Cerignola di Raffaele ha chiuso al secondo posto con 67 punti, frutto di 19 vittorie, 10 pareggi e appena cinque sconfitte, contendendo a lungo la promozione diretta all’Avellino. Una squadra solida, organizzata, aggressiva e capace di valorizzare giocatori come Capomaggio, Salvemini, Coccia e Volpe. Il percorso si è concluso soltanto nella semifinale playoff contro il Pescara, successivamente promosso in Serie B.
Nell’estate 2025 il passaggio alla Salernitana, con l’obiettivo dichiarato di riportare i granata nella categoria superiore. Dopo un avvio convincente, caratterizzato da cinque vittorie consecutive, la formazione campana ha progressivamente perso terreno rispetto alle dirette concorrenti. Il 23 febbraio 2026 è arrivato l’esonero, con la squadra al terzo posto in classifica e 50 punti conquistati in 28 partite, attraverso 14 vittorie, otto pareggi e sei sconfitte. Al suo posto è subentrato Serse Cosmi.
Nel curriculum di Raffaele figurano anche le esperienze con Potenza, Catania e Viterbese. Proprio in Basilicata aveva costruito una parte importante della propria reputazione, ottenendo un quinto e un quarto posto tra il 2018 e il 2020, prima di tornare sulla panchina rossoblù nella stagione 2022/23, conclusa al nono posto.
L'IMPRONTA TATTICA
Dal punto di vista tattico, il marchio di fabbrica del tecnico siciliano è il 3-5-2, sistema utilizzato con continuità soprattutto a Cerignola e riproposto anche nell'esperienza di Salerno. Non si tratta, però, di un'impostazione esclusivamente difensiva. Raffaele predilige una squadra aggressiva nella riconquista del pallone, capace di portare pressione sugli avversari, sfruttare l'ampiezza garantita dagli esterni e accompagnare l'azione offensiva attraverso gli inserimenti dei centrocampisti.
I quinti rappresentano un elemento fondamentale del suo sistema, chiamati a garantire una partecipazione costante alle due fasi di gioco. Altrettanto importante è la complementarità tra i due attaccanti, con un riferimento centrale e un elemento maggiormente mobile, capace di attaccare la profondità e dialogare con i compagni. Non mancano comunque le alternative tattiche: nel corso della carriera Raffaele ha utilizzato anche il 3-4-1-2, con un trequartista alle spalle delle due punte, e il 3-4-2-1, schierando due giocatori tra le linee a sostegno del centravanti.
COME PUÒ GIOCARE L'ALTAMURA
Come potrebbe cambiare, dunque, l'Altamura? Un primo elemento da considerare è che Memushaj aveva già utilizzato il 3-5-2 nell'ultima sfida contro il Catania, persa per 3-0. Di conseguenza, l'arrivo di Raffaele potrebbe tradursi più in un cambiamento dell'interpretazione del sistema che in una vera e propria rivoluzione tattica.
Tra i pali potrebbe essere confermato Perucchini, con Pirrello possibile riferimento centrale della difesa a tre, affiancato da Zazza e Pacia. Sulle corsie laterali Mogentale e Falasca avrebbero le caratteristiche per garantire ampiezza, mentre in mezzo al campo Dipinto, Nazzaro e Grande potrebbero comporre una mediana a tre. Da valutare anche le soluzioni rappresentate da Gudelevicius e Crimi, in funzione delle condizioni fisiche e delle esigenze tattiche.
Il capitolo più interessante riguarda inevitabilmente l'attacco. Malcore potrebbe diventare il terminale offensivo di riferimento, affiancato da Rosafio, con Simone come ulteriore alternativa. Peraltro, Raffaele conosce già Malcore, avendo lavorato con lui nello scorcio finale della stagione 2023/24 al Cerignola. Un fattore che potrebbe agevolare l'inserimento dell'attaccante nei meccanismi richiesti dal nuovo allenatore.
Da non sottovalutare neppure la posizione di Alessio Curcio. Qualora Raffaele decidesse di optare per il 3-4-1-2, l'esperto attaccante potrebbe trovare spazio alle spalle delle due punte, a condizione di aver superato i recenti problemi fisici. Una soluzione che consentirebbe all'Altamura di aggiungere qualità tra le linee senza rinunciare alla doppia presenza offensiva.

La priorità, al di là degli interpreti e delle possibili variazioni tattiche, sarà ritrovare pericolosità negli ultimi metri. Con appena quattro gol realizzati nelle prime nove giornate, Raffaele dovrà lavorare sulla produzione offensiva, sulla presenza in area di rigore e sulla capacità di accompagnare la manovra con più uomini. Il precedente di Cerignola racconta di un allenatore capace di costruire un'identità precisa, valorizzando le caratteristiche dei calciatori a disposizione.
Ad Altamura, però, la sfida sarà differente. Non si tratterà di perfezionare un meccanismo già collaudato, ma di intervenire su una squadra in difficoltà, chiamata a ritrovare fiducia, continuità e risultati. Il 3-5-2 potrebbe rappresentare il punto di partenza, ma la vera rivoluzione dovrà essere soprattutto nell'atteggiamento: maggiore aggressività, più intensità e una fase offensiva finalmente efficace. Sono queste le basi sulle quali Giuseppe Raffaele proverà a costruire il nuovo corso biancorosso.