• Assistere alle partite del Bari quest’anno equivale a guardare sempre il solito film. Un film dalla trama alquanto incomprensibile e dal finale banale e tragicomico. Se il trend è di questo genere anche a questo punto della stagione, significa che invertirlo sembra una missione al limite dell’impossibile. ”Pareggite cronica”, momenti di alti e bassi con una buona dose di entusiasmo per alcune belle vittorie, fino ad arrivare allo sconforto e alla delusione per brutte sconfitte come quella di ieri pomeriggio per 2-1 allo “Stadio dei Marmi” contro la Carrarese. Un’altra sconfitta stagionale arrivata in situazione di vantaggio iniziale, e con la squadra incapace di dimostrare una pronta reazione quando si ritrova sotto nel punteggio.

    Poche idee, tanta confusione: i biancorossi peccano di personalità e di una chiara identità di gioco, e il passo falso di ieri è l’ennesimo che rappresenta l’emblema del campionato del Bari. Un campionato mediocre -decisamente e fortunatamente migliore di quello disastroso della passata annata-, e durante il quale la compagine pugliese non ha mai dato l’impressione di poter fare quel salto di qualità tanto richiesto da una piazza ambiziosa e importante come quella biancorossa. La sconfitta di ieri, infatti, presenta diverse similitudini con quella di Castellamare di Stabia, quella di Pisa, e con tutta quella serie di pareggi arrivati con gli uomini di Moreno Longo avanti nel punteggio. Ognuno di questi risultati rappresenta il simbolo dell’annata barese: un chiaro dato di fatto delle tante carenze all’interno della compagine pugliese.

    All’ex allenatore del Como è stato imposto come diktat da parte della società il raggiungimento dei playoff.  Un obiettivo sulla carta alla portata considerando la classifica generale, ma che rischia di non diventare realtà se le prestazioni non dovessero migliorare. Da inizio stagione, infatti, i supporter baresi sono ancora alla ricerca della partita della svolta. Un desiderio che a sette giornate dal termine della regular season, sembra gradualmente affievolirsi verso la totale mediocrità. Quella mediocrità che ad ogni partita porta i tifosi a vivere una fase costante di contestazione nei confronti dei calciatori in campo, e con lo stesso Moreno Longo quasi sorpreso dei continui fischi al termine di ogni prova negativa da parte dei biancorossi.

    Che ci sia qualcosa che non va è sotto gli occhi di tutti, ma come è possibile che una squadra capace di avvicinarsi al record di risultati utili consecutivi di Antonio Conte agli albori del campionato cadetto, regredisca con il passare delle partite? Come è possibile che gli arrivi di Gaston Pereiro e Bonfanti -con il solo Maggiore a “salvarsi”-, non abbiano portato gli effetti sperati? Come è possibile che Kevin Lasagna, il capo-cannoniere biancorosso, abbia messo a segno soltanto 5 gol, con Dorval che di ruolo fa l’esterno basso ad inseguire a quota 4?

    Domande alle quali l’unica risposta da dare è: mediocrità. Nel frattempo, l’allenatore salentino Antonio Calabro e l’ex Gabriele Guarino, affondano il Bari sceso in nona posizione al termine della 31° giornata. Da domani ci sarà da preparare la seconda delicata trasferta consecutiva contro il Catanzaro in attesa di un’insperata svolta per questi ultimi scorci di campionato!

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