Addio a Bruno Pizzul, la voce per eccellenza del giornalismo sportivo
Faccia pulita, estrema professionalità e sorriso sempre stampato in volto: tutto questo e molto di più è stato Bruno Pizzul, il telecronista per antonomasia, che ci ha lasciato oggi, 5 Marzo 2025, a soli tre giorni dal suo ottantasettesimo compleanno.
La carriera di Pizzul parte dal 1969 quando ottiene il suo primo contratto in RAI, iniziando a commentare dall'anno seguente le sfide del campionato di A e non solo (la prima fu Bologna-Juventus del 1970, spareggio di Coppa Italia) fino a diventare,nel 1986, la voce al seguito della Nazionale Italiana per ben cinque Mondiali e quattro Europei, non riuscendo però mai ad avere la fortuna di commentare un trionfo degli azzurri.
Il suo amore e legame per il calcio nasce, però, molto prima: il nativo di Udine, difatti, calcò i campi da gioco diventando un giocatore professionista, venendo ingaggiato dal Catania nel 1958, per poi militare nell'Ischia, Udinese e Sassari, in una carriera che terminerà troppo in anticipo a causa di un infortunio al ginocchio.
Dopo essersi laureato in Giurisprudenza e aver insegnato nelle scuole medie, Pizzul partecipa a un concorso RAI indetto a Trieste per radio-telecronisti, sotto consiglio di Paolo Valenti, e venne sorprendentemente assunto, dando vita a quella che poi diventerà una storica carriera.
Commentatore di trionfi europei di Milan, Lazio e Parma (queste ultime due furono gli ultimi trionfi di squadre italiane in terra internazionale da lui raccontate), è stato anche il narratore della tragica notte dell' Heysel del Maggio '85, a sua detta logicamente la telecronaca più difficile mai realizzata in carriera.
Nella sua carriera ha presentato anche la Domenica Sportiva, affiancato da Simona Ventura e Amedeo Goria, Domenica sprint per 15 anni e divenne moviolista per due stagioni a 90° minuto.
"Uomo intelligente, grandissimo compagno di viaggio durante gli eventi mondiali e europei - prosegue Volpi - Ricordo serate meravigliose. Dovrebbe essere preso da esempio. Nelle sue telecronache non c'erano mai né dati né troppe storie, c'era la voglia di accompagnare il telespettatore senza mai disturbarlo. Nel Mondiale Usa del 1994 andare in giro con lui era come andare a spasso in via Condotti con il Papa, tanto che il giorno della finale a Pasadena in California Italia-Brasile lui arrivò al 5° minuto del primo tempo perché tutti lo fermavano per strada per autografi e foto. Per fortuna che in postazione c'era il grande Carlo Nesti che fece i primi 5 minuti e poi proseguirono la telecronaca insieme". Questo il ricordo di Iacopo Volpi, giornalista sportivo RAI e direttore di RAI Sport negli anni 2023-2024
"Il mondo del calcio e la Nazionale italiana piangono la scomparsa di Bruno Pizzul. Ha attraversato gli anni con la stoffa di un campione di razza. Grazie alla sua straordinaria professionalità e alla sua umanità è stato molto più di un giornalista, diventando un punto di riferimento per milioni di appassionati, che hanno identificato la sua voce con il profondo amore per la maglia Azzurra". Così il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina ha voluto ricordare il giornalista friulano.
"La Lazio si stringe alla famiglia di Bruno Pizzul, ex calciatore in gioventù e colonna portante delle telecronache italiane. Inconfondibile timbro di voce, Pizzul è stato fonte di ispirazione per innumerevoli giornalisti che si sono successivamente avvicinati alla professione. Mancheranno a tutti la sua pacatezza e la sua eleganza". Estrema vicinanza anche per le società calcistiche come la Lazio e la Fiorentina ("Ha dato al calcio voce ed emozione, con un'eleganza inconfondibile. Tutta la Fiorentina piange la scomparsa di Bruno Pizzul e si unisce al dolore dei suoi cari").
Il Mondo intero piange Bruno Pizzul, colonna portante ed esempio indelebile per qualsiasi giornalista e telecronista sportivo.