Mercato, futuro e...algoritmi. Non possono mai essere considerate banali le interviste al Responsabile dell'Area Tecnica del Lecce, Pantaleo Corvino. Questa mattina, sulle pagine della Gazzetta dello Sport,  il dirigente salentino non solo ha parlato di Krstovic e del mercato in entrata all'insegna della sostenibilità, ma anche del sogno di una possibile quarta salvezza consecutiva e dell'utilità degli algoritmi nel calcio moderno.

"L'ultima salvezza ha rappresentato una grande impresa che resterà per sempre nella storia del club. Salvarsi per tre anni di fila dopo aver vinto il campionato in B è una cosa che per noi va al di là di ogni immaginazione considerando che questo è un calcio sempre più difficile con proprietà straniere molto ricche e con grandi capacità di spesa. Credo che alla base di tutto ci sia la programmazione: puntiamo sulla valorizzazione dei nostri ragazzi del settore giovanile per poi portarli in prima squadra come per esempio Berisha e Dorgu, e per me questo è motivo di grande orgoglio. Come dico sempre, in una corsa sui 200 metri, noi partiamo sempre 50 metri indietro. Ciò non significa che non abbiamo ambizione, ma essere realisti, onesti e non creare illusioni: salvarsi qui è difficile, eppure in queste ultime tre stagioni ce l'abbiamo sempre fatta. Inoltre, siamo tra le poche società italiane ad avere come obiettivo la sostenibilità, ma credo che il futuro vada in quella direzione".

"Krstovic? Ci sono attaccanti che hanno segnato meno di lui e vengono valutati 35-40 milioni. Nikola lo scorso anno ha registrato 12 reti e 6 assist, e a livello di numeri è l'ottavo attaccante in Italia. Chi lo vuole deve tenere conto di questo . Faremo di tutto pur di accontentare il ragazzo, e perciò chiederemo meno del suo reale valore. Chi compra, però, deve capire le esigenze del Lecce".

"Scelta rischiosa quella di Di Francesco? Il fatto che arrivi da due retrocessioni di fila è un aspetto relativo: conta la qualità di un allenatore e Di Francesco ce l'ha. Desidera rifarsi, e la sua voglia e il suo entusiasmo mi hanno spinto a proporlo alla società e a condividere con loro questa scelta. Il Lecce del prossimo anno sarà un Lecce che lotterà con grande intensità e che non mollerà mai. Siamo consapevoli di partire come ultimi, ma cercheremo di lottare fino alla fine come abbiamo sempre fatto in questi anni".

"Il mercato fatto con gli algoritmi? Sarò anche della "vecchia scuola", figlio di un calcio con i gettoni telefonici, però credo di essere sempre al passo con i tempi. Per me l'occhio umano fa sempre la differenza. Gli algoritmi e l'intelligenza artificiale possono essere di aiuto ed è anche giusto ricorrere alla tecnologia. Però il "fiuto" dell'uomo secondo me resta ancora indispensabile. Per scoprire giocatori nei mercati più sconosciuti mi avvalgo di una rete di collaboratori. Il resto è fatto di una rete di conoscenze e di informatori che ho costruito negli anni per valutare e decidere. La Francia ha delle scuole calcio straordinarie. Per essere sostenibili non puoi andare a comprare nella boutique, ma al mercato rionale. La Ligue 2 sembra un mercato rionale come quello danese, slovacco o montenegrino, ma in realtà non lo è. Qui i costi sono ancora accessibili per una società come la nostra: bisogna soltanto essere bravi a trovare la giusta occasione".

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