Si è conclusa dopo quasi due ore la conferenza stampa del Lecce, in cui la dirigenza giallorossa ha fatto il punto sul mercato e sulla situazione del club.

Il presidente Saverio Sticchi Damiani ha approfondito lo stato di salute economica della società, illustrando le strategie finanziarie, il reinvestimento delle risorse e il progetto del centro sportivo. Pantaleo Corvino, invece, ha analizzato nel dettaglio il mercato, soffermandosi sulle operazioni in entrata e in uscita, sulla gestione finanziaria e sul raggiungimento dell’obiettivo di sanare la situazione debitoria. Tra i temi trattati, le cessioni di Dorgu, Hasa, Piccoli, Helgason e Krstovic.Infine, ha preso la parola il ds Trinchera, che ha ribadito la piena fiducia della società nel tecnico Marco Giampaolo.


Sticchi Damiani, cessione Dorgu:

“Non era un’operazione prevista né necessaria per coprire criticità passate. Il Manchester United ha insistito, ponendo un aut-aut: o ora o mai più. Abbiamo cercato di rinviare a luglio, ma la volontà del club inglese e del calciatore ha reso inevitabile la cessione. Questa operazione porta ricchezza e nuove possibilità di investimento”.

Salute economica e reinvestimenti:

“La cessione di Dorgu non serviva a coprire debiti. Il nostro -27, dovuto al Covid e alla retrocessione, è stato già ripianato con tre bilanci positivi consecutivi. Il club è sano e senza debiti. Tuttavia, ciò non significa che spenderemo subito 30 milioni sul mercato: continueremo con la nostra strategia di investimenti sostenibili”.

Trasparenza e impegno nel territorio:

“Nessun socio ha mai preso un euro. Abbiamo investito 26 milioni nella crescita del Lecce, senza aiuti locali significativi. Il nostro modello si basa su ricavi reinvestiti, come fanno i club più strutturati”.

Mercato e strategia sportiva:

“Abbiamo fatto un mercato da Lecce, investendo con criterio. Spendere di più non significa automaticamente fare meglio. Pierotti, preso a 1,2 milioni, oggi vale 8. Abbiamo operato nel rispetto delle regole, anche fiscali, e con una visione di lungo periodo”.

Centro sportivo e futuro:

“Alcuni criticano il progetto del centro sportivo, ma è un investimento fondamentale per la crescita del club. Riduce gli infortuni e migliora le prestazioni. Il Lecce deve guardare oltre le difficoltà del momento e pensare al futuro con lungimiranza”.

Sticchi Damiani ha concluso ribadendo l’importanza dell’unità tra tifosi e società: “Stiamo vivendo una stagione importante, restiamo compatti per raggiungere i nostri obiettivi”.


Pantaleo Corvino:

Corvino ha ribadito l’obiettivo iniziale: azzerare i debiti e rendere il club sostenibile. “Non è stato facile, ho rinunciato a un contratto per tornare nella mia città con la sfida di riportare il Lecce in Serie A e consolidarlo. Abbiamo raggiunto questi traguardi con un modello virtuoso, investendo ciò che abbiamo creato”.

Gestione finanziaria e critiche:

Il DS ha difeso la strategia delle plusvalenze, fondamentali per la crescita del club: “Abbiamo speso ciò che abbiamo guadagnato, senza sprechi. Ma chi spende 70 milioni viene esaltato, mentre chi lavora con intelligenza viene criticato. Questo logora”.

Corvino ha spiegato le mosse fatte sul mercato:

“Avevamo bisogno di tre rinforzi e li abbiamo presi: Veiga, Tiago e N’dri per sostituire Dorgu. Per il terzino abbiamo scelto una soluzione sostenibile senza alterare gli equilibri. Su Helgason, abbiamo sempre creduto in lui, gli abbiamo offerto un rinnovo importante e l’allenatore lo ha valorizzato. Hasa? Il Napoli lo ha voluto, segno che il talento c’era. Su Piccoli e Almqvist, la scelta del non riscatto è stata tecnica”.

Corvino ha sottolineato che il lavoro svolto è frutto di una gestione oculata: “Non voglio essere ricordato solo per le plusvalenze, ma per i risultati. Ho scalato tutte le categorie, vinto titoli giovanili e portato avanti progetti ambiziosi”.

Infine, ha rivelato offerte rifiutate per Krstovic e Morente, ribadendo la volontà di far crescere il Lecce con un mercato strategico e sostenibile.


Stefano Trinchera ha parlato di Marco Giampaolo, elogiandone l’approccio e il lavoro svolto finora:

“Si è calato in una realtà per lui nuova, con un gruppo di giocatori che non conosceva. Fin dal primo giorno ci ha trasmesso la giusta mentalità, mostrando grande dedizione nel comprendere le caratteristiche di ogni ragazzo per applicare al meglio i suoi principi di gioco. Ha accettato la sfida con grande professionalità, mettendoci molto del suo. Ho un pensiero positivo su di lui, perché dietro c’è un grande lavoro”.

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