• Abbiamo avuto il piacere di intervistare Roberto Cazzato, Direttore Generale dell’Ugento, al suo primo anno nel campionato di Serie D – Girone H. La squadra salentina sta disputando una stagione positiva, confermandosi una realtà solida e ambiziosa. Cazzato ci ha raccontato il suo percorso, il lavoro della società e le sfide di questa nuova avventura, offrendo uno sguardo approfondito sull’ambiente Ugento e sulle prospettive future del club.

    Sul vostro sito, nella sezione Squadra, si legge questa descrizione dell’allenatore Mimmo Oliva, attuale tecnico dell’Ugento Calcio:

     

    “Figura di spicco nel panorama calcistico locale, Oliva ha dedicato la sua carriera al calcio con passione e competenza, guidando l’Ugento verso traguardi importanti. Sotto la sua guida esperta, la squadra ha vissuto momenti di grande successo, tra cui la storica promozione in Serie D. La sua filosofia di gioco, basata su disciplina, tattica e spirito di squadra, ha trasformato l’Ugento in una compagine competitiva e rispettata.”

     Cosa può dirci di più su di lui?

     

    “Oliva è una figura di spicco nel calcio locale, grazie alla sua carriera da calciatore con la maglia del Casarano in Serie C. Da giovane, come molti altri talenti, è emerso dal settore giovanile rossazzurro, all’epoca guidato dal direttore Pantaleo Corvino, oggi noto per il suo lavoro con il Lecce.

     

    Come allenatore, lo stimo non solo per l’esperienza maturata nei campionati di Eccellenza, ma soprattutto per la scelta coraggiosa fatta anni fa: sposare il progetto Ugento quando la squadra militava in Prima Categoria. Da quel momento, ha guidato il club in una straordinaria cavalcata, portandolo fino alla Serie D.

     

    È un uomo dal carisma forte, una figura chiave all’interno della società, che conosce l’ambiente in ogni sua sfaccettatura e rappresenta un fattore determinante per l’andamento del campionato. È un allenatore che ama il campo, meticoloso nel lavoro quotidiano e dotato di eccezionali qualità umane, che gli permettono di gestire il gruppo con grande abilità.

     

    Se dovessi individuare una sua qualità distintiva, direi la capacità di leggere tatticamente le situazioni, un’abilità che si nota chiaramente durante le partite e che spesso fa la differenza.”


    Nell’ultima giornata avete conquistato una vittoria importante contro il Gravina, e la classifica vi vede a quota 30 punti. Considerando le difficoltà del Girone H, si tratta di un bottino tutto sommato positivo. Come valuta fin qui il cammino della sua squadra?

     

    “Siamo molto soddisfatti della vittoria contro il Gravina nell’ultima giornata, un successo importante ottenuto nonostante l’inferiorità numerica per tutto il secondo tempo a causa dell’espulsione di Sanchez. È stata una vittoria di gruppo e sono felice per i ragazzi: meritano tutti i complimenti, così come il mister, per il grande lavoro svolto.

     

    Personalmente, sono soddisfatto del percorso che stiamo facendo in campionato, così come lo è la società. Sapevamo che sarebbe stata una sfida difficile, soprattutto per una realtà come la nostra, alla prima esperienza in Serie D. Eravamo consapevoli delle difficoltà e delle insidie che avremmo incontrato, ma dopo un necessario periodo di ambientamento, la squadra ha saputo rispondere al meglio alle indicazioni dell’allenatore.


    In questa fase del campionato, possiamo dirci soddisfatti e lavoriamo con determinazione per raggiungere il nostro obiettivo il prima possibile”

     

    Per tre anni  si  è occupato del settore giovanile del Casarano, l’anno scorso era al Gallipoli,mentre quest’anno ricopre il ruolo di Direttore Generale. Quali sono le principali differenze tra questi due incarichi?

     

    “Dopo tre anni nel settore giovanile del Casarano, lo scorso anno ho ricoperto il ruolo di direttore operativo al Gallipoli, mentre quest’anno l’Ugento ha scelto di affidarmi la posizione di direttore generale.

     

    Le differenze principali che riscontro nella quotidianità e nelle mansioni riguardano soprattutto il passaggio dal settore giovanile al calcio dei grandi. Le dinamiche sono profondamente diverse, soprattutto nella gestione dei rapporti. Da una parte, lavorare con i giovani significa interagire non solo con i ragazzi, ma anche con le loro famiglie, le scuole e tutto ciò che riguarda il loro percorso di crescita, sia umana che sportiva. Dall’altra, gestire calciatori già affermati, con esperienze e carriere alle spalle, richiede un approccio più professionale, con un impegno maggiore sotto l’aspetto gestionale e organizzativo, curando ogni dettaglio della quotidianità del club.”

     

     La sua squadra è un vero mix di culture, visto l’alto numero di giocatori stranieri in rosa. Che gruppo ha a disposizione?

     

    “In squadra gestiamo calciatori provenienti da diverse culture e paesi, come Argentina, Spagna e Brasile, ma non abbiamo mai riscontrato particolari difficoltà nell’integrazione. Qui a Ugento si lavora con grande professionalità, e la società, da anni abituata a collaborare con giocatori stranieri, ha saputo creare un ambiente accogliente e inclusivo.

     

    Siamo stati molto bravi nel costruire un gruppo unito, in cui ogni giocatore, nonostante le differenze culturali, si è calato perfettamente nella realtà locale e ha assimilato la mentalità del club. Oggi siamo una squadra solida, coesa e ambiziosa, che condivide gli stessi valori e rema compatta, insieme alla società e allo staff, verso un unico obiettivo.”

     


     Che tipo di rapporto ha con il direttore sportivo Vadacca?


    “Io e il direttore Vadacca ci confrontiamo costantemente su ogni aspetto della gestione del club. Max si occupa della parte tecnica, mentre io mi dedico alla sfera amministrativa e gestionale della società. Tra di noi c’è un rapporto di stima reciproca, che ha portato alla nascita di una stretta collaborazione nella gestione quotidiana. 

    Sono molto soddisfatto del legame che si è creato, perché ritengo che sia un fattore determinante per il successo di un progetto calcistico. Quando la dirigenza lavora in sintonia e rema nella stessa direzione verso gli obiettivi prefissati, questo si riflette inevitabilmente sul campo. Finora, i risultati dimostrano che siamo sulla strada giusta.”



     Tra i tanti giovani della sua squadra, chi secondo lei ha le potenzialità per emergere nel calcio professionistico?


    “Sono soddisfatto dei nostri under, sono giovani di prospettiva, non mi piace fare nomi e credo che ognuno di loro abbia delle qualità e del potenziale per far carriera. Si stanno mettendo in mostra e sono soddisfatto del loro percorso finora, Abbiamo affrontato tutte le squadre e ho notato che loro sono un valore aggiunto al nostro gruppo e perciò devo fare i complimenti al Ds Vadacca per averli selezionati e portati qui ad Ugento e averli messi insieme al mister e allo staff nella condizione di rendere al meglio.”

     

     Infine, quali sono le ambizioni del suo Ugento in questa stagione?


    “Le nostre ambizioni sono chiare: vogliamo raggiungere la salvezza il prima possibile. Questo è l’obiettivo che ci siamo prefissati, insieme alla società e al presidente, all’inizio della stagione. Stiamo dando il massimo e, con 30 punti all’attivo, siamo soddisfatti del percorso fatto finora.


    Siamo felici di come sta andando il nostro primo campionato di Serie D. Sapevamo che non sarebbe stato facile, ma il lavoro e i sacrifici stanno dando i loro frutti. Il nostro obiettivo rimane invariato: lottare fino alla fine per conquistare la salvezza. Se dovremo passare dai playout, affronteremo anche quella sfida con determinazione, ma siamo pronti a giocarci ogni possibilità fino all’ultimo minuto.


    Da qui alla fine ci aspettano otto vere e proprie finali, che affronteremo con il massimo della grinta e della determinazione. La sosta per il Torneo di Viareggio ci è servita per recuperare energie, proprio in vista di questo sprint finale. Sappiamo quanto questo traguardo significhi per la società e per tutta Ugento, e faremo di tutto per raggiungerlo: per noi, sarebbe come una vittoria.”

     

    L’intervista con Roberto Cazzato ha offerto uno spaccato chiaro e approfondito sulla realtà dell’Ugento, una società che, al suo primo anno in Serie D, sta dimostrando organizzazione, ambizione e grande spirito di squadra. Il lavoro del direttore generale, in stretta sinergia con lo staff tecnico e la dirigenza, sta contribuendo in modo determinante alla crescita del club e al raggiungimento degli obiettivi stagionali.


    Con 30 punti in classifica, l’Ugento si appresta a vivere l’ultimo tratto di campionato con la consapevolezza di avere tutte le carte in regola per centrare la salvezza. Le prossime otto partite saranno delle vere e proprie finali, da affrontare con determinazione e compattezza. La sosta per il Torneo di Viareggio ha permesso alla squadra di recuperare energie preziose, e ora l’intero ambiente è concentrato sul traguardo da raggiungere.


    Le parole di Cazzato trasmettono entusiasmo, passione e fiducia in un progetto che poggia su basi solide e su una visione chiara del futuro. Qualunque sia l’esito della stagione, l’Ugento sta costruendo qualcosa di importante, consolidando la propria identità e gettando le fondamenta per continuare a crescere nel panorama calcistico.

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