Luigi De Laurentiis, amministratore unico della SSC Bari, e suo padre Aurelio De Laurentiis, presidente del Cda della SSC Napoli, sono finiti nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Bari. Le accuse a loro carico sono a vario titolo di bancarotta fraudolenta impropria per distrazione e false comunicazioni sociali. I fatti contestati riguardano la cessione del portiere Elia Caprile dal Bari al Napoli nell’estate del 2023 per 2 milioni e 200mila euro. Lo stesso Caprile, raramente in campo a Napoli (quattro presenze in due stagioni) e passato per il prestito a Empoli, è stato ceduto nell’estate del 2025 a titolo definitivo per otto milioni di euro al Cagliari. Secondo la Procura, la plusvalenza realizzata è “interamente riconducibile a un percorso di valorizzazione sportiva che la cedente SSC Bari avrebbe parimenti potuto porre in essere”. Secondo la Procura, la cessione di Caprile dal Bari al Napoli è stata “posta in essere in un contesto di perdite strutturali e di dipendenza finanziaria del Bari dalla capogruppo Filmauro Srl” ed è stata “idonea a cagionare il dissesto della SSC Bari”, in perdita sistemica (circa 30 milioni di euro nel periodo 2019-2025) e gravata da una consistente esposizione debitoria. La Procura ha chiesto per entrambe le società l’avviamento della procedura di liquidazione giudiziale. Le sedi delle due società sportive sono state perquisite dalla guardia di finanza e la perquisizione è stata estesa anche a Ciro Polito, all’epoca ds del Bari, i due ex ds del Napoli Cristiano Giuntoli e Mauro Meluso e a Graziano Battistini, procuratore di Elia Caprile. I quattro al momento non risultano indagati.

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