Alla vigilia della finale di Coppa Italia di Serie C, il tecnico del Potenza, Pietro De Giorgio, ha presentato la sfida con il Latina in conferenza stampa:


LA FINALE - "Si sta parlando di una partita storica. Da parte nostra questo non può che renderci solo orgogliosi del lavoro fatto. È stato un cammino che è partito l’anno scorso.

Dormo poco anch'io perché sono tanto emozionato e soddisfatto. C’è grandissima voglia di vincere questa coppa. Dall'altra parte questo è un evento fa bene a tutti: alla società, fa bene, ai nostri tifosi,  alla città di Potenza, e all'intera Basilicata. È un evento nazionale, soprattutto tra oggi e domani si parlerà in tutta Italia del Potenza. Quindi questo personalmente mi riempie d'orgoglio, anche perché c’è tanto lavoro dietro.

Sono a Potenza da 4 anni e credo che io insieme ai magazzinieri sia la persona che conosca meglio

meglio il Viviani: conosco tutti i suoi angoli. Sono 4 anni che arrivo alle 8 del mattino e vado via alle 7 di sera: ho vissuto questo stadio con la neve, con il sole, con il caldo, con il buio e con il tramonto.

 Quest’anno è stato particolarmente più difficile, non nego che mi sono presentato allo stadio anche alle 6 del mattino a causa delle tante partite ravvicinate, non avendo quindi neanche il tempo di visionarle tutte. Avevo addirittura le chiavi dello stadio. Tutti questi sacrifici hanno portato a un momento di festa, perché rimane comunque  vada un momento di festa."


LA PREPARAZIONE - "I ragazzi hanno percepito quest’ondata di entusiasmo,
e c’è tanta voglia c'è da parte di tutti, di portarla a casa questa coppa. Anche i ragazzi sono emozionati e stiamo cercando addirittura di tenere il più basso possibile l’adrenalina.  Ieri ho dovuto interrompere l'allenamento perché andavano troppo forte. La vogliamo vincere, è inutile negarlo."

 

IL PERCORSO - "Siamo arrivati in finale dopo un percorso difficile affrontando squadre blasonate come Crotone, Cerignola, Ternana e Monopoli.

Mancano queste ultime due partite che sono 180 minuti e daremo il massimo tutti per portare a casa questa coppa."

 

CHE CONSIGLIO DARÀ AI SUOI CALCIATORI? - "La parola che uso spesso e che ho usato anche ieri è quella di osare. In queste partite i calciatori devono mostrare il loro massimo potenziale, non devono rinunciare a nessun tipo di giocata. Noi dobbiamo arrivare alla fine dei 180 minuti senza rimorsi. Quindi rinunciare a una giocata  o a un dribbling sarebbe solo un peccato,  per loro e per il pubblico."

 

 LA DOPPIA SFIDA -" Noi dobbiamo cercare di vincere entrambe le partite, giocandole con la stessa mentalità e voglia. Fare calcoli non serve, soprattutto perché la prima la giochi in casa, dove abbiamo bisogno di maggiore spinta. Dobbiamo fare il modo di portare il risultato dalla nostra parte, così da avere la possibilità di andare a Latina con due risultati su tre a disposizione. Siamo chiamati a dare tutto sia in casa sia fuori casa."

 

IL CONFRONTO CON I PLAY-OUT DI DUE ANNI FA - "Sono due sensazioni diverse. Fare i playout è stato difficile, perché percepivi il rischio di una retrocessione che all'epoca poteva pesare sul futuro della società. La Serie D non è il posto che merita la città di Potenza e la tifoseria. Quindi c’era una grande  responsabilità, in quel momento sei a capo di decisioni che

possono farti salvare o retrocedere, non c’erano vie di mezzo.  Le sensazioni son diverse: con i play-out provi emozioni di dramma, mentre con questa finale di sogno, dove è tutto più

bello, entusiasmante e leggero. I sogni ti fanno ben sperare. Inizia ad immaginare cosa potrebbe accadere in caso di vittoria e questo ti rende veramente felice. A maggior ragione visto che si sta parlando di sogni, spingerò ancor di più i ragazzi ad osare: per vincere noi dobbiamo osare ed essere coraggiosi."

 

LA PRESSIONE È UN FATTORE NEGATIVO O POSITIVO PER LA SQUADRA? – "La pressione la provavamo nei playout, ora c'è entusiasmo. Una spinta che ti porta alla partita con più leggerezza e maggior consapevolezza di poter vincere. Quindi i ragazzi non mi preoccupano, so che arriveranno alla partita con grande entusiasmo e con tanta voglia.

Quando vivi a Potenza e lavori per il Potenza, questo tipo di entusiasmo è un qualcosa di incredibile. La forza che poi ti trasmette questa tifoseria è solo un bene per noi."

 

SITUAZIONE INDISPONIBILI - "Abbiamo tutti a disposizione tranne Loiacono e anche questo è stato frutto di un lavoro fatto nei mesi scorsi per recuperare tanti infortuni. Ad oggi ci giocheremo la Coppa Italia a viso aperto con tanti uomini. Abbiamo la possibilità di scegliere chi giocherà dall'inizio, ma il valore aggiunto sarà chi subentrerà."

 

IL SOLD-OUT DEL “VIVIANI”- Per quanto riguarda i biglietti, sono certo che si raggiungerà il sold-out , perché a questo evento storico la gente vuole essere  presente. Si sta parlando di un momento importante per una società che ha 107 anni di storia: non è una tifoseria nata ieri. È stato un percorso duro, quindi ora è giusto che si riempia lo stadio."

 

IL LATINA - "Il Latina è  una squadra che gioca molto sull'avversario, e nel corso del tempo ha provato più modi di giocare. Può difendere con il 3-4-1-2, ma anche con il  3-5-2 e il 3-4-3. Assume degli atteggiamenti molto diversi in base all'avversario. È una squadra che lavora molto nel far giocare poco l'avversario. Ci sono momenti dove vanno uomo contro uomo, altri in cui  fanno blocco basso. Noi abbiamo cercato

di lavorare un po' su tutte le situazioni viste. Siamo un gruppo che ragiona molto sul proprio principio di gioco, quindi dobbiamo essere pronti a qualsiasi tipo di atteggiamento dell'avversario.

Quello che mi interessa è giocare da Potenza:  sappiamo quello che quello che dobbiamo fare, e  dobbiamo farlo con grande qualità e soprattutto cinismo."

 

PARIGI, IL BOMBER DEL LATINA - "Parigi è il giocatore rappresentativo del Potenza, è il loro bomber. È ragazzo che sta facendo molto bene in una squadra che non segna tanto, però quasi la metà dei gol li ha realizzati lui. Dobbiamo stare attenti ad un attaccante che è in fiducia. A maggior ragione il reparto difensivo deve mantenere l’attenzione alta. Questo giocatore anche quando sembra fuori dalla partita, ha questa qualità di riuscire poi a finalizzare molto bene e lo ha fatto tante volte."

 

FORMAZIONE TITOLARE - "Ho ancora qualche dubbio sulla formazione, voglio capir bene anche dopo la rifinitura di oggi. I ragazzi non sanno chi giocherà: oggi e anche ieri percepivo la curiosità di qualcuno nel capire se avrebbe giocato o meno. Lascio questa curiosità fino a due minuti prima della partita, perché voglio che siano tutti concentrati e che preparino la partita da titolari. Chi giocherà dall'inizio deve essere pronto, stessa cosa anche per chi sarà in panchina. I cambi faranno la differenza, però anche oggi preferisco non svelare la formazione.  Non è una decisione legata a questioni meteo perché abbiamo il campo con un buon drenaggio. Un campo perfetto anche in caso di pioggia."

 

MURANO – “Murano veniva inizialmente da un mese di stop, ma conosciamo il suo valore e sta iniziando ad entrare in quelli che sono i meccanismi della squadra. Lui arrivava da un modo di giocare un po' diverso dal nostro. È ovvio che con il cambiamento, all’inizio un po' di difficoltà il calciatore la può incontrare, però Jacopo è un ragazzo con una grande conoscenza calcistica, quindi ci metterà poco a modificare quei due-tre movimenti che io chiedo, a differenza di quelli a cui era abituato. Ho delle immagini da mostrargli dell’allenamento di ieri: deve modificare solo due movimenti. Nel momento in cui Jacopo riuscirà in questo switch , inizierà a fare veramente tanti gol”.

 

 IL CLUB DEI 5 - In Serie C su 60 squadre ogni anno vincono cinque squadre, perché tre vincono il campionato, una vince i play-off e una vince la Coppa Italia. Spesso è capitato che vincono solamente in quattro perché c'è chi alza al cielo due trofei. Dunque essere in queste cinque  è un bel risultato da parte di tutti. Siamo arrivati all’ultimo gradino e adesso vogliamo essere lì in cima.

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