Moreno Longo:"Grato al mio gruppo. 200 panchine in B? Vorrei 50mila tifosi.."
Al posto giusto, nel momento giusto. Sin dall’inizio, si percepiva che Moreno Longo fosse la scelta ideale per guidare un Bari contestato e reduce da una stagione deludente. I fatti stanno confermando questa sensazione. Così inizia l’intervista di Nicola Binda della Gazzetta dello Sport all’allenatore del Bari, Moreno Longo. Ecco alcuni passaggi salienti:
“Si è creato subito un feeling importante, e ho ringraziato la squadra perché non avevo ancora dato nulla: non è una cosa che capita spesso, mi sento in debito”, ha dichiarato Longo. “Le prestazioni hanno permesso alla gente di riavvicinarsi alla squadra con la solita passione. Il primo a voler riscattarsi dalla stagione precedente è stato il presidente. Dobbiamo continuare a giocare bene e vincere più partite. Sono sicuro che Bari risponderà come sempre, è una piazza che merita la Serie A”.
L'allenatore del Bari ha analizzato la trasformazione di alcuni giocatori come Benali, Maita e Pucino, che nella scorsa stagione avevano faticato. “Sono stati bravissimi a dare disponibilità totale, e quando un allenatore trova questa apertura, può incidere molto più facilmente. Cito anche Vicari, Dorval e Sibilli, che aveva fatto bene già l’anno scorso. Tutti vogliono dimostrare il proprio valore e, se continueranno così, possono scrollarsi di dosso vecchie etichette. Lo spogliatoio è sano e ricco di valori importanti. Il nostro primo obiettivo era cambiare l’immagine della squadra, e ci stiamo riuscendo. Dopo la finale playoff persa contro la Ternana c’era ancora qualche ombra, ma con il lavoro e l’entusiasmo del gruppo, grazie anche a Magalini e Di Cesare, credo che siano ormai sparite. Bari è una piazza grande, affamata di calcio. È impegnativa, ma se riesci ad accenderla, ti restituisce tutto. È una grande opportunità per tutti noi essere qui. Conosco bene la città, anche perché mia madre è barese”.
L’intervista è poi tornata sull’episodio del rigore negato a Favilli contro la Cremonese, che ha portato anche all’esonero del suo amico e collega Stroppa. Longo ha commentato: “Era un rigore netto, non un rigorino. Manca uniformità nei giudizi, e purtroppo ci sono troppe interpretazioni differenti, il che crea frustrazione in tutti gli addetti ai lavori”.
Infine, l’intervista si è chiusa con uno sguardo sul campionato, sulle squadre più forti e sulle 200 panchine in Serie B che Longo raggiungerà a marzo contro la Salernitana: “Il Sassuolo è l’unica squadra che potrebbe prendere il largo, visto l’organico. Mi piace molto la Juve Stabia, e Possanzini ha dato una forte identità al Mantova. L’esperienza mi ha insegnato a mantenere sempre alta la concentrazione e a curare ogni dettaglio. Spero di festeggiare questo traguardo delle 200 panchine davanti a 50 mila tifosi, significherebbe poterci giocare qualcosa di importante”.