Bari, la spinta parte dalle corsie: il giovane Mané e la garanzia Dickmann
Archiviare al più presto il 2025 e focalizzarsi subito con buoni propositi a questo 2026. No, non è solo un augurio a coloro che hanno trascorso un ultimo anno infelice, ma rappresenta uno dei buoni propositi per il Bari di Vincenzo Vivarini. Il pareggio per 1-1 contro l’Avellino ha messo la parola fine ad un altro anno negativo e al di sotto delle aspettative: 7 vittorie, 17 pareggi e 13 sconfitte, 34 gol fatti e ben 51 subiti, 10 partite chiuse senza segnare e appena 8 clean sheet. Numeri impietosi emblema dell’attuale posizione di classifica del club biancorosso. Scoccata la mezzanotte è subito tempo di ripartire. Una ripartenza che deve passare per le pochissime conferme presenti nella rosa di un Bari privo di energia e leadership. Quell’energia rappresentata dalla freschezza e spensieratezza di Moussa Mané e quella leadership ed esperienza nel campionato cadetto portata dietro le spalle da uno stacanovista del calibro di Lorenzo Dickmann.
Se il Bari vuole ripartire con il giusto piglio per questo 2026 deve farlo puntando sui due calciatori grandi protagonisti nell’ultimo match del “San Nicola”. Un classe 2003 e un classe ’96, entrambi terzini destri, ma con una buona propensione alla duttilità nel saper giocare anche dall’altra parte del campo come già dimostrato dall’ex Brescia, una bella scoperta del settore giovanile biancorosso, e una gradita conferma nonché miglior colpo dell’ultimo mercato estivo in ballottaggio con Cerofolini: Vivarini sa su chi può puntare per invertire subito la rotta.
Tornato nel capoluogo pugliese dopo il prestito al Team Altamura, e dopo le numerose voci della scorsa estate che lo vedevano pronto ad un’altra esperienza per “farsi le ossa”, la società biancorossa ha deciso di mantenere Mané nell’organico attuale. Una mossa abbastanza dubbia considerando come il calciatore italo-senegalese abbia dovuto aspettare fino alla data del 19 dicembre per il suo debutto al “San Nicola” con la casacca barese. 45’ sul rettangolo di gioco al posto di un deludente Burgio che sono bastati per convincere mister Vivarini e il suo staff ad inserirlo nell’undici titolare contro l’Avellino. Risultato finale: tanta spinta sulla corsia di destra, rapidità, determinazione, sacrificio e soprattutto tanta voglia, ultimi due elementi mancanti in gran parte della rosa pugliese. Nato nella città senegalese di Ziguinchor per poi trasferirsi e crescere a Molfetta, lo si è imparato a conoscere bene nell’ultimo campionato di Serie C in maglia Team Altamura. Titolarissimo sulla fascia destra nel 3-5-2 malleabile disegnato da mister Di Donato, il ventiduenne si è ritagliato un ruolo da protagonista nel raggiungimento della salvezza del club murgiano. 35 presenze, 2 assist e il primo gol tra i professionisti nella gara contro la Cavese in quella che è stata una stagione 2024/25 da incorniciare dopo altre due apparizioni in prestito positive con le maglie di Aquila Montevarchi e Recanatese nel girone B. Le prove incolore e non all’altezza di Burgio e l’assenza di Dorval impegnato in Coppa d’Africa con la sua Algeria, sono state una manna dal cielo per Mané. Un’occasione che l’esterno basso ha saputo cogliere alla grande con due prestazioni positive, e dimostrando di avere importanti margini di miglioramento. Se il 2025 si è concluso in bellezza, l’anno appena iniziato potrebbe vederlo grande protagonista “sgasando” sulla destra soprattutto in caso di partenza di Dorval.
Non ha, invece, alcun bisogno di presentazione Lorenzo Dickmann. Approdato nel capoluogo pugliese a parametro zero dopo il fallimento del Brescia, il suo arrivo avrebbe dovuto garantire tanta corsa ed esperienza sulla fascia, e così è stato. L’ex tra le altre di Spal e Bologna, infatti, oltre a non saltare nemmeno 1’ in campo, è entrato nella cortissima classifica dei pochi “salvi” del negativo girone d’andata del Bari. A mettere la ciliegina sulla torta è stato il suo primo centro messo a segno contro l’Avellino. Un gol arrivato dal lato sinistro del campo in una porzione di campo decisamente non nelle sue corde, ma dalla quale grazie al suo carisma e alle sue diagonali nel tagliare verso l’area di rigore, ha saputo destreggiarsi in maniera egregia.
Insomma, la spinta del Bari targato 2026 parte dalle corsie laterali sia sul rettangolo di gioco che in campionato. Una spinta che Mané e Dickmann sono chiamati a dare alla squadra anche in senso metaforico per risalire la classifica e allontanare il prima possibile lo spettro sempre più incombente della Serie C. Il Bari riparte dalle fasce, il Bari riparte con Moussa Mané e Lorenzo Dickmann.