Mattia Suriano si racconta a ControPiede: "Ho sconfitto il tumore grazie alla mia forza, alla mia famiglia e al Bari"
Dalla difficile battaglia contro il tumore affrontata e vinta durante gli anni nel settore giovanile del Bari fino alla nuova avventura con la maglia del Cerignola. Ai microfoni di Contropiede, il 18enne Mattia Suriano ripercorre le tappe più importanti della sua carriera, raccontando il legame speciale con il club biancorosso, il sogno di esordire tra i professionisti con il Cerignola e l'orgoglio per le proprie radici canosine. Tra calcio, studio e progetti per il futuro, emerge il ritratto di un ragazzo che non ha mai smesso di credere nei propri obiettivi, nemmeno nei momenti più difficili. Di seguito l'intervista:
"Mattia, la tua carriera è iniziata nelle giovanili dell'Andria prima del passaggio al Bari. Proprio in biancorosso hai dovuto affrontare una lunga battaglia che fortunatamente hai vinto. Che ricordo hai di quel periodo?"
"La mia carriera è iniziata ad Andria e successivamente sono passato al Bari per il primo anno di Under 15. Proprio in quel periodo ho dovuto affrontare una brutta malattia che mi ha colpito, ma fortunatamente sono riuscito a superarla grazie all'aiuto dei miei genitori, della società, dei miei compagni di squadra e anche alla mia determinazione. Ho sempre avuto ben chiaro il mio obiettivo e mi sono detto che avrei fatto di tutto per uscire da quella situazione e tornare in campo per inseguire il mio sogno. Successivamente ho proseguito il mio percorso nel settore giovanile del Bari, dall'Under 16 fino alla Primavera 2. Sono stati anni bellissimi che porterò sempre con me. Ho conosciuto persone straordinarie e compagni con cui sono rimasto in contatto anche oggi, nonostante le nostre strade si siano separate. Poi è arrivata l'opportunità del Cerignola, dove sono stato aggregato alla prima squadra pur giocando con la Primavera. Confrontarmi ogni giorno con calciatori professionisti mi ha aiutato tantissimo a crescere e migliorare."
"Hai lasciato un pezzo di cuore a Bari. Da tifoso e da ex calciatore del settore giovanile, come vivi l'attuale situazione del club?"
Sono sempre stato tifoso del Bari fin da bambino. Per questo motivo vedere la situazione che si è creata negli ultimi anni mi dispiace molto. È una piazza importante che non merita determinate difficoltà né tensioni tra tifoseria, squadra e società. Spero davvero che le cose possano migliorare, perché Bari merita categorie ben diverse e deve tornare a occupare posizioni più importanti nel calcio italiano.
"Oggi sei al Cerignola. La nuova proprietà ha dichiarato di voler investire molto sui giovani e sul settore giovanile. Come vivi questa scelta della società?"
"È sicuramente un motivo di grande felicità e di ulteriore motivazione. Fin dal mio arrivo a Cerignola il mio obiettivo è sempre stato quello di esordire in Serie C con questa maglia. Spero che la società continui a credere in me. Da parte mia ho sempre cercato di dare il massimo in ogni allenamento e in ogni partita. Già lo scorso anno mi hanno dato fiducia aggregandomi alla prima squadra e questo mi ha fatto capire che il lavoro svolto è stato apprezzato. Continuerò a impegnarmi al massimo nella speranza di poter realizzare questo sogno."
"Dalla prossima stagione Bari e Cerignola si ritroveranno nello stesso girone. In un eventuale Bari-Cerignola da che parte starebbe il tuo cuore? E se il tuo debutto tra i professionisti arrivasse proprio contro il Bari?"
"Sicuramente dalla parte della squadra in cui gioco. Bari avrà sempre un posto speciale nel mio cuore, ma un calciatore deve dare tutto per la maglia che indossa in quel momento. Per questo motivo tiferei e lotterei per il Cerignola. Sarebbe qualcosa di speciale. Ogni tanto penso a questa possibilità e mi chiedo se il destino possa davvero riservarmi una situazione del genere. Sarebbe un'emozione incredibile e spero davvero che possa accadere."
"Tra pochi giorni affronterai l'esame di maturità. Come stai vivendo questo momento?"
"Con grande serenità. Ho sempre avuto professori molto comprensivi che hanno capito gli impegni legati alla mia attività sportiva. Rispetto a molti miei compagni ho avuto meno tempo libero per studiare, ma ho sempre cercato di fare il massimo e il mio impegno è stato apprezzato. Per questo mi sento tranquillo e fiducioso in vista delle prove."
"Parliamo della tua città natale, Canosa. Che sensazioni provi vedendo il progetto del Canosa e le ambizioni della società? Ti piacerebbe un giorno indossare la maglia del Canosa?"
"Spero con tutto il cuore che il Canosa riesca a conquistare la Serie D. Da diversi anni la società sta cercando di raggiungere questo obiettivo e mi auguro che la prossima possa essere la stagione giusta. È la mia città e vedere il Canosa tornare a certi livelli sarebbe motivo di grande orgoglio per me e per tutta la comunità. Mio padre e i miei nonni mi raccontano spesso degli anni in cui il Canosa giocava in Serie D, con uno stadio sempre pieno e una città che viveva il calcio con enorme passione. Sarebbe bellissimo rivivere quelle emozioni. Nel calcio non si può mai sapere cosa riserva il futuro. È uno sport imprevedibile e magari un giorno il Canosa potrebbe diventare una tappa della mia carriera. Sarebbe sicuramente una possibilità affascinante."
"Guardando al futuro, cosa ti aspetti dai prossimi mesi?"
"Sicuramente ci sarà un confronto con la società per capire quale sarà il percorso migliore per la mia crescita. Spero di poter continuare la mia avventura a Cerignola, perché far parte di una realtà professionistica rappresenta un'opportunità importante per qualsiasi giovane calciatore. Continuerò a lavorare duramente per farmi trovare pronto. Poi, se un giorno le nostre strade dovessero separarsi, accetterò ogni decisione con serenità, perché il calcio è fatto anche di cambiamenti e nuove opportunità."