Sulle colonne del Nuovo Quotidiano di Puglia, il presidente del Taranto Massimo Giove è stato abbastanza chiaro dopo il dietrofront dell'Ufficio Commissariale dei Giochi del Mediterraneo sulla disputa delle partite allo Iacovone durante i lavori di ristrutturazione dell'impianto: "Il problema principale è uno: come Taranto calcio, sono anni che stiamo lanciando gridi di allarme per quanto riguarda la situazione critica creatasi per i Giochi del Mediterraneo" - ha spiegato il presidente al Quotidiano - "ben venga la manifestazione ma non devono essere i Giochi l'elemento per cancellare a Taranto tutte le attività sportive e non parlo solo del calcio. Ora, lo dico da imprenditore: la vedo molto complicata l'ipotesi di giocare allo Iacovone con 4mila posti come ventilato nelle scorse settimane. A oggi, ancora non c'è una progettazione definitiva, non è stato presentato un programma lavori, non c'è un layout che dice facciamo questo".

Poi ha continuato: "Per poter giocare con un cantiere in movimento ci sono degli iter molto delicati e complessi che non richiedono due giorni. Noi tra un mese dobbiamo iscrivere la squadra al campionato. Il Taranto giocherà lontano dalla città? Sarebbe un altro tipo di calcio senza il calore dei tifosi. Stiamo sradicando il cuore e la passione rossoblù dal territorio dove sono nati. E la cosa grave è che sono trascorsi cinque anni da quando abbiamo ottenuto questi Giochi, bisognava pensarci prima"

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