5 reti e 6 assist -rispettivamente 7 e 10 senza l’esclusione dal campionato di Taranto e Turris-. Tra i grandi protagonisti della cavalcata del Monopoli verso il terzo posto nel girone C di Serie C spicca il nome di Nicolò Bruschi. Arrivato in estate dalla Pro Sesto, l’esterno d’attacco scuola Parma si è subito reso fondamentale nello scacchiere tattico di mister Alberto Colombo, conquistando in poco tempo la titolarità nel tandem d’attacco con Grandolfo. Calciatore duttile, assist-man e spesso e volentieri anche autore di gol stupendi come l’ultimo siglato contro il Giugliano, il classe ’98 si è raccontato ai nostri microfoni tra l’attesa dei playoff e non solo.

Come si sente dopo questo finale di campionato?

Molto bene. Ci stiamo tenendo in forma per spingere al massimo in vista dei playoff. In queste settimane ci stiamo allenando molto e non vediamo l’ora di scendere in campo.

Si sarebbe mai aspettato una volta arrivato a Monopoli di terminare la regular season in questa posizione di classifica?

A livello di nomi credo che la nostra sia una squadra molto competitiva ed ero consapevole una volta arrivato che avremmo fatto bene. Di certo, però, non mi aspettavo che avremmo fatto così tanto bene anche considerando i diversi calciatori nuovi che sono arrivati. Abbiamo delle individualità importanti e questo è frutto del grande lavoro che stiamo portando avanti.

A livello individuale invece?

Ho messo a segno 7 gol e 10 assist, ma a causa dell’esclusione di Turris e Taranto mi hanno tolto 2 reti. Fino ad ora la considero una stagione positiva e spero di concluderla al meglio. In che posizione mi trovo più a mio agio? Dipende dal contesto in cui mi trovo. Il mio ruolo naturale è da trequartista, ma nella mia carriera ho reso molto bene anche da esterno. Quest’anno ho avuto modo di giocare accanto ad un grande attaccante come Grandolfo con il quale sono subito entrato in sintonia.

Com’è il suo rapporto con il mister Colombo?

Direi un rapporto molto sano. Mi stimola sempre a dare il meglio e ad essere più funzionale per il suo stile di gioco, chiedendomi allo stesso tempo, di migliorare su alcuni aspetti tattici per il bene della squadra.

Quali in particolare?

Devo cercare di giocare più come punta centrale per riempire maggiormente l’area. Però, l’aspetto più importante è che stimola sempre me e i miei compagni a dare il massimo per tenerci sul pezzo.

Che aria si respira nello spogliatoio in vista di questo rush finale?

Siamo un gruppo solare, tranquillo ma anche molto ambizioso. Siamo consapevoli che i playoff sono un’incognita e può succedere di tutto. Sappiamo che tutto dipenderà da come ci arriveremo mentalmente e fisicamente, e sappiamo anche che sono una bella vetrina. Vogliamo dare il massimo per arrivare più in fondo possibile e toglierci grandi soddisfazioni.

Come reputa la stagione vissuta fino ad ora? Pensa che possa essere quella della sua maturità calcistica?

Diciamo che ho voluto mettermi alla prova in una realtà come quella del girone C per il quale avevo sempre sentito parlare un gran bene per la sua grande competitività. La mia migliore annata l’ho vissuta al Fiorenzuola quando ho deciso di scendere di categoria. In quel campionato di Serie D ho segnato 30 gol conquistando la promozione. Tornato poi in Serie C, proprio nel momento clou della stagione con la maglia della Pro Sesto, ho subito un grave infortunio al ginocchio. Fino a quel momento avevo siglato 12 reti e diversi top club di Serie C e anche di Serie B erano pronti a prendermi a fine campionato. Dopo l’infortunio sono rientrato bene e sono soddisfatto di quanto ho fatto quest’anno. È stata una stagione positiva e come ho detto prima spero di terminarla nella migliore maniera possibile.

Quanto sono stati importanti i settori giovanili di Parma e Sassuolo per la sua crescita?

Sono stati molto importanti e formativi. Sono cresciuto calcisticamente a Collecchio e all’età di 13 anni ho iniziato il mio percorso con il Parma dove sono cresciuto sotto tutti i punti di vista e dove mi hanno preparato al professionismo. Sono entrato anche nel giro delle nazionali giovanili ricevendo offerte importanti da squadre italiane ed estere. Dopo il fallimento dei ducali sono passato al Sassuolo e da lì ho iniziato ad interfacciarmi con la Lega Pro.

Ora ha la testa ai playoff, ma cosa si aspetta per il futuro?

Onestamente non ci penso. Ora come ora sono convinto che bisogna vivere il presente al massimo perché quello che verrà un domani sarà frutto di quello che si avrà fatto oggi.

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