Certe notti, il calcio sa farsi poesia. Allo Stadio Olimpico, sotto le luci di una Roma calda e carica di tensione, il Lecce ha scritto una delle pagine più intense e romantiche della sua storia. Non è solo una vittoria, non è solo una salvezza: è il grido di un popolo, il sogno di una terra che non smette mai di crederci, la prova che il cuore può spostare anche le montagne. In dieci contro undici, contro una Lazio lanciata verso l’Europa, i giallorossi hanno lottato con l’anima, aggrappandosi a ogni pallone come se valesse la vita. E alla fine, è bastato un gol e un muro umano chiamato Wladimiro Falcone per trasformare una serata qualunque in leggenda. Giampaolo sorprende tutti affidandosi a Berisha in mezzo al campo, preferito ad Helgason, mentre la Lazio si presenta con Dia e Castellanos come riferimenti offensivi scelti da Marco Baroni. I primi minuti scorrono in equilibrio, con le due squadre attente e ben disposte.

La gara si accende al 44’, quando Coulibaly, dopo un pressing alto, scambia con Krstovic e batte Mandas con un preciso piatto destro. Pochi istanti dopo, Pierotti viene espulso per un intervento duro, lasciando il Lecce in dieci uomini dal 45’+3. Ma la vera colonna portante dell’impresa salentina è Wladimiro Falcone, autore di una prestazione semplicemente sontuosa: già nel finale del primo tempo salva su Zaccagni, poi nella ripresa si supera in più occasioni, respingendo con prontezza un diagonale di Guendouzi, un tiro ravvicinato di Pedro e soprattutto un colpo di testa velenoso di Castellanos al 65’, tolto letteralmente dallo specchio con un colpo di reni prodigioso. La Lazio assedia l’area leccese nel finale, Pedro va vicinissimo al pareggio con un rasoterra che sfiora il palo, e Baschirotto rischia l'autogol di nuca su una mischia. Ma nulla può scalfire la serata perfetta di Falcone e della difesa giallorossa. Al triplice fischio esplode la festa: il Lecce fa la storia, conquista tre punti d’oro all’Olimpico e certifica una salvezza epica, la terza di fila, entrando così nella leggenda del club e parte così la festa dei 4.000 nel settore ospiti e tra le via della città. 

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