Dopo Retegui un altro oriundo potrebbe indossare la maglia della nazionale italiana: si tratta del giovane talento del Lione Rayan Cherki. Un’ipotesi questa che trova conferme dalle ultime indiscrezioni di ieri sera secondo le quali la FIGC sembrerebbe intenzionata a naturalizzare il classe 2003 per via delle sue radici italiane, più nello specifico pugliesi, considerando che la nonna paterna è originaria di Bari.

Da tempo nelle fila della Francia-Under 21, la giovane promessa francese ha messo a referto 12 centri in 22 presenze, l'ultimo siglato proprio contro i pari età italiani in amichevole. Ciononostate, Cherki non è ancora stato convocato da Didier Deschamps per la selezione maggiore. Fattore questo, che ha permesso alla Federazione italiana di intensificare i rapporti con il suo agente per capirne la fattibilità. Allo stesso tempo, però, l’Italia dovrà avere a che vedere con una concorrenza agguerrita dell’Algeria da tempo vigile sul calciatore.

Trequartista dotato di una notevole pulizia tecnica, si tratta di un vero e proprio fantasista che manca proprio alla nazionale guidata da Luciano Spalletti. Inoltre, sia nelle giovanili del Lione che in prima squadra, ha rivestito anche altri ruoli del reparto offensivo mostrando una preziosa duttilità. Un vero e proprio predestinato capace di diventare uno dei calciatori più giovani ad esordire in Champions League all’età di soli 16 anni. Per la prima gioia personale fra i professionisti, invece, non si è aspettato molto: questa infatti, è arrivata nel corso del big match contro il Monaco della stagione 2020/21 regalando all’ultimo respiro il successo ai suoi. Nonostante la giovanissima età, inoltre, il giocatore del Lione ha già collezionato 152 presenze con la compagine transalpina alle quali si aggiungono 19 gol e ben 28 assist. Nella stagione attuale, invece, sono due le reti messe a segno tra Ligue 1 ed Europa League. Numeri importanti per uno dei più grandi talenti del panorama europeo pronto a prendersi la scena non solo in un top club, ma anche in nazionale. E chissà che quest’ultima non possa proprio essere la nostra! 

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