Nel panorama calcistico della Serie D, tra giovani promesse e veterani del mestiere, spicca una figura elegante, intelligente e tremendamente efficace: Gaetano Logoluso, il “Mkhitaryan del Casarano”. Un soprannome che potrebbe sembrare azzardato a prima vista, ma che trova radici profonde nel modo di interpretare il gioco da parte del centrocampista rossoazzurro. Nato a San Ferdinando di Puglia, Logoluso, è uno di quei centrocampisti che non passano inosservati: piede destro educato, visione di gioco superiore alla media e una carriera costruita passo dopo passo.

Cresce calcisticamente nel settore giovanile del Pescara, dove si forma con principi di gioco moderni e qualità tattiche che diventeranno il suo marchio. Nel 2016/17 compie il salto tra i grandi, debuttando in Serie D con la maglia del Pineto. Dopo una buona stagione in Abruzzo, Logoluso si trasferisce alla Cavese, dove rimane per due stagioni vestendo la storica maglia delle Aquile e dimostrando continuità e maturità.

 

Nel 2019 vive una breve parentesi al Giugliano, seguita da un passaggio alla Vastese nel 2020. A gennaio dello stesso anno si unisce al Team Altamura, con cui colleziona tre presenze prima di ripartire. Il suo percorso lo porta a vestire le maglie di Lavello e successivamente del Casarano, due tappe importanti per la sua crescita e visibilità.

 

Il 2023 segna il momento della consacrazione: Logoluso approda in Serie C con il Potenza, totalizzando 21 presenze e mettendo a segno una rete. Un’esperienza fondamentale, che lo arricchisce ulteriormente e lo prepara al ritorno in Puglia, dove torna al Team Altamura. Ed è proprio lì che arriva la definitiva affermazione: guida la squadra alla conquista del campionato, dimostrando di essere un uomo squadra e un leader silenzioso.

 

Nella stagione successiva, quella attuale, si accasa di nuovo al Casarano, dove sta per mettere in bacheca l’ennesima vittoria della sua carriera. A guidarlo, ancora una volta, l’intesa con due compagni speciali: Andrea Saraniti e Nicola Loiodice, con i quali aveva già conquistato il titolo ad Altamura. Un trio vincente, che si è ricomposto in rossoazzurro per inseguire nuovi traguardi.

 

Logoluso non è solo quantità e corsa: è classe, lettura del gioco e intelligenza tattica. Per questo, in terra salentina, non è un azzardo definirlo il “Mkhitaryan del Casarano”. Un paragone importante, ma che calza a pennello per un centrocampista capace di trasformare ogni pallone toccato in una possibilità di far brillare la squadra.

Proprio come Henrikh Mkhitaryan, ex stella di Roma, Arsenal e Manchester United, Logoluso è un centrocampista totale: capace di giostrare sia da mezzala che da trequartista, abbina qualità tecniche superiori alla media a una visione di gioco raffinata e sempre orientata alla verticalizzazione. Non è raro vederlo abbassarsi per impostare l’azione con pulizia e poi inserirsi con tempi perfetti, proprio come fa Mkhitaryan nei momenti migliori della sua carriera.

 

Logoluso, come il suo “alter ego” armeno, non si limita a eseguire ciò che gli viene chiesto: interpreta. Legge i contesti, capisce quando accelerare e quando rallentare, quando accompagnare l’azione e quando dettare i tempi. È quel tipo di giocatore che ogni allenatore sogna, capace di cucire il gioco tra centrocampo e attacco con una naturalezza disarmante.

 

Entrambi condividono anche una duttilità tattica preziosissima. Se Mkhitaryan ha saputo adattarsi a diversi ruoli nel corso della sua carriera, dall’esterno al centrocampista centrale, fino alla mezzala in un centrocampo a tre, Logoluso non è da meno. Il Casarano lo utilizza in più zone del campo, sfruttando la sua capacità di leggere gli spazi e di creare superiorità numerica con una finta o una giocata semplice ma efficace.

 

Sul piano tecnico, il paragone regge eccome. Logoluso ha un primo controllo elegante, una conduzione di palla fluida e uno spiccato senso della giocata in verticale. Non cerca mai la giocata fine a sé stessa, ma punta sempre a creare occasioni, proprio come Mkhitaryan, maestro dell’ultimo passaggio.

 

Anche sotto porta, il numero 23  del Casarano sa farsi valere. Pochi gol, una decina, spesso arrivati in momenti cruciali, testimoniano una freddezza che ricorda quella del centrocampista armeno. Non è un bomber, ma quando segna lo fa con stile e intelligenza.

 

Se è vero che i grandi paragoni vanno maneggiati con cautela, è altrettanto vero che il calcio vive anche di suggestioni e somiglianze. Gaetano Logoluso, con le sue qualità tecniche, la visione di gioco e la duttilità tattica, rappresenta un vero e proprio Mkhitaryan in salsa salentina. E se il Casarano sogna in grande, molto del merito passa proprio dai suoi piedi raffinati.

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