Foggia, Seck si racconta: «Appena ho avuto la possibilità di venire a Foggia, non ho esitato, perché è una piazza molto sentita»
Il difensore rossonero, ospite di Stadio Aperto su Telesveva, analizza il momento della squadra di Auteri, l’importanza della vittoria contro la Cavese e le difficoltà del campionato di Serie C.
La vittoria contro la Cavese ha restituito fiducia al Foggia dopo il passo falso di Giugliano. Tra i protagonisti del momento rossonero c’è anche Mohamed Seck, difensore che sta trovando spazio e continuità nella formazione di Gaetano Auteri. Ospite della trasmissione Stadio Aperto su Telesveva, il calciatore ha parlato del suo ambientamento in una piazza calorosa come Foggia, delle difficoltà incontrate dalla squadra e del lavoro da svolgere per affrontare al meglio i prossimi impegni. Di seguito le dichiarazioni del difensore scuola Roma:
VITTORIA CONTRO LA CAVESE – «Questa vittoria conta tanto per noi, soprattutto dal punto di vista psicologico. Dopo la partita che abbiamo fatto a Giugliano, questi tre punti ci servivano tanto, anche in vista della classifica».
FOGGIA – «Appena ho avuto la possibilità di venire a Foggia, non ho esitato, perché è una piazza molto sentita. Vedendo la crescita, pensavo di poter avere una crescita esponenziale anche da questo punto di vista. Appena sono arrivato ho trovato uno staff che mi ha subito dato fiducia, facendomi giocare già contro l’Altamura. Ho trovato compagni che mi hanno sempre aiutato e mi danno una grande mano, anche quando sbaglio. Diciamo che credono tutti in me e di questo sono molto felice».
SERIE C – «È un campionato molto tosto, secondo me tra i tre è il più difficile, perché ci sono tante squadre forti, sia fisicamente sia tecnicamente. Anche lo stadio e il tifo possono condizionare le partite. Noi abbiamo avuto delle cadute, come a Giugliano e Monopoli, dove siamo scesi in campo con una mentalità sbagliata, magari arrivando da alcune vittorie e affrontando le gare in maniera un po’ superficiale».
AMBIENTAMENTO – «Quando sono venuto qua avevo già in testa l’idea che ci fosse tanta pressione, sia nelle partite sia negli allenamenti, e che ci fosse un tifo veramente caldo. Adesso mi sto ambientando grazie alla fiducia che mi stanno dando lo staff e il direttore. Man mano che gioco e accumulo minuti, acquisisco sempre più fiducia».
DIFESA A TRE O A QUATTRO – «Arrivando da due o tre anni in cui ho sempre giocato a tre, magari mi trovo meglio con questo sistema, anche perché siamo più coperti in fase difensiva. In fase offensiva, invece, magari manchiamo a livello di gol fatti. Giocando a quattro a centrocampo possiamo avere meno marcature e trovare più spazi, ma anche concederne agli avversari. Abbiamo cambiato spesso assetto difensivo, però ci stiamo conoscendo sempre di più e sappiamo darci le coperture giuste».
MODELLO DI RIFERIMENTO – «Mi sono sempre ispirato a Kalidou Koulibaly. Fin da piccolo lo guardavo sempre e sto cercando di seguirne le orme, osservando come gioca dal punto di vista tecnico e tattico e, soprattutto, per la sua intelligenza».
SUI PROSSIMI IMPEGNI – «Saranno due partite molto difficili, ma secondo me l’importante è scendere in campo con i piedi per terra, lavorare tanto durante la settimana e preparare al meglio la gara».