Cerone a “Contro-Piede”: “Chi gioca Fidelis Andria e Barletta è un privilegiato. Ricordo in un derby il boato del “Degli Ulivi””
Il derby tra Fidelis Andria e Barletta non potrà mai essere considerata una gara come tutte le altre. E chi non può non confermare questo se non un calciatore capace nella sua carriera di indossare entrambe le maglie e far sognare le due tifoserie. In vista del big match del “Degli Ulivi” in programma domenica alle ore 15, abbiamo intervistato Federico Cerone, ex calciatore biancorosso e biancoazzurro. Con l’ex trequartista tra le altre di Bisceglie e Brindisi abbiamo rivissuto i suoi anni con Fidelis Andria e Barletta tra aneddoti e partite speciali rimaste impresse.
Domenica si affrontano Fidelis Andria e Barletta. Che partita si aspetta?
"Sicuramente sarà una bellissima partita tra due squadre forti e pronte a dare tutto in campo pur di portare a casa i tre punti. È un derby, e come tutti i derby, ovviamente, non può essere considerata una gara come tutte le altre".
Nel corso della sua carriera ha avuto modo di indossare entrambe le maglie. Come reputa entrambe le esperienze vissute a Barletta e Andria?
"La Puglia è casa mia. Ho avuto la fortuna nel corso della mia carriera di indossare due maglie prestigiose vivendo due bellissime esperienze. A Barletta sono arrivato piuttosto giovane e ancora un po’ incosciente, mentre ad Andria ero in un momento nella mia vita nel quale ero più maturo visto che ero già diventato padre. Resta il fatto che sono due squadre che mi hanno dato tanto e per le quali porterò sempre ricordi indelebili".
C’è una partita con entrambe le maglie che porta ancora nel cuore?
"Sicuramente sì. Con il Barletta una partita del febbraio vinta 1-0 nella stagione 2010/11 contro il Siracusa. Segnai su assist di Bellomo un gol piuttosto semplice, ma denso di significato perché fu l’ultimo con mio padre ancora in vita, e quindi l’ultimo che gli ho potuto dedicare. In maglia biancoazzurra, invece, segnai nella semifinale playoff contro il Bitonto e per poco non rischiai una doppia espulsione perché esultai scavalcando la tribuna per andare ad abbracciare mia moglie e le mie due figlie. Molto simile a come esultò qualche anno fa Florenzi con la Roma".
A Barletta ha vissuto un anno e mezzo in Serie C. Spera di rivedere i biancorossi nuovamente tra i professionisti?
"A Barletta sono arrivato in prestito con diritto di riscatto dal Pisa. Ero ancora piuttosto giovane, ma cosciente che avevamo una grande squadra. Avevamo tutte le carte in regola per fare un campionato d’alta classifica anche grazie ad un allenatore come mister Cari, ma dopo il suo esonero le cose sono persino peggiorate. Considero Barletta una piazza importante e alla quale la Serie D non può che stare stretta. Spero di vederli il prima possibile tra i professionisti perché credo che una società e una città come questa meritino tanto",
Ad Andria, invece, la Serie C l’avete raggiunta con una grande promozione dalla D.
"Credo di poterla considerare una delle stagioni migliori della mia carriera. Come ho detto, sono arrivato ad Andria non solo come un calciatore, ma anche come una persona matura. Sono riuscito ad arrivare in doppia cifra di gol e avevamo una squadra molto forte. Abbiamo legato tantissimo con la città fino a riuscire a riportare la squadra in Serie C dopo un campionato di altissimo livello. Sono ancora molto legato alla piazza andriese e spero un giorno di poterci tornare in altre vesti, magari come direttore sportivo".
C’è un derby della BAT che ricorda in particolare?
"In campo ne ho giocato soltanto uno quando ero a Barletta in Serie C. Racconto sempre questo aneddoto: fu una gara piatta e con poche emozioni vista la posta in palio e nella quale fu la Fidelis Andria a portarla a casa in pieno recupero. Nonostante la sconfitta, di quella gara ricordo in particolare l’enorme boato di tutto lo Stadio degli Ulivi, a dimostrazione di come a prescindere dalla categoria, questa partita non può essere considerata come tutte le altre".
Come ultima domanda: un pronostico per il big match di questo derby di domenica?
"Spero termini in parità. Penso che il pareggio sia un risultato che metterebbe d’accordo tutti considerando sia la classifica che il momento vissuto da entrambe in questa parte della stagione. Ciò che conta, ovviamente, sarà vedere un grande spettacolo di calcio sia in campo che fuori tra due grandi tifoserie. Invidio i calciatori che scenderanno in campo e li considero dei privilegiati nel giocare questa partita".