Casarano, parla Patierno: "Contento di aver sposato questo progetto. Bari? Speravo in una chiamata..."
Intervistato da Vito Di Noi per il Corriere dello Sport, Cosimo Patierno ha parlato della sua nuova esperienza a Casarano, tra l’addio all’Avellino e i nuovi obiettivi, e svelato tutti i retroscena di mercato che lo hanno visto protagonista in quest’estate:
L’ADDIO ALL’AVELLINO E LA SCELTA CASARANO - “Sono contento di aver sposato il progetto Casarano. È vero, ho vissuto mesi turbolenti anche se, dall’esterno, è emerso un quadro differente: in realtà, l’Avellino mi aveva proposto un ruolo dirigenziale che, però, ho declinato. Mi aspettavo qualcosa di diverso, ma il calcio è così e fa parte del gioco: certi cicli, prima o poi si concludono”.
LA DOPPIETTA ALL’ESORDIO - “Doppietta valsa anche un’insperata vittoria. Il Casarano è una squadra forte anche se l’inizio, purtroppo, non è stato dei migliori: guai, tuttavia, a fossilizzarsi sulle statistiche. Seguendo le direttive tecniche ci leveremo grosse soddisfazioni”.
L’ATTACCO DEL CASARANO - “È un reparto che ha tutte le carte in regola per farsi valere. Per me si è aperto un nuovo ciclo e avere dei compagni così forti non può che favorirmi. Fondamentale, però, trovare il giusto equilibrio”.
L’AMBIENTE ROSSOAZZURRO - “Credetemi, non esagero nell’affermare che l’organizzazione che c’è qui a Casarano è anche migliore di quella di alcuni club di categoria superiore. La società ha una forza impressionante. E poi, cosa dire dei tifosi? A Bari erano in 700 e il loro calore, per noi, è fondamentale”.
BARLETTA - “Solo in parte, nel senso che il Barletta ci ha provato soltanto negli ultimi giorni di mercato quando, ormai, avevo già preso la mia decisione. Mesi fa andai al Puttilli per seguire il mio amico Mimmo Franco al quale mi lega un rapporto che va al di là del calcio. Quello scatto ha alimentato qualche chiacchiericcio di troppo…”
MONOPOLI - “Ho un ottimo rapporto sia con il presidente che con Marcello Chiricallo. Non nego che una proposta mi era stata formulata, ma strettamente connessa a ciò che sarebbe successo con l’Avellino. Per il resto, non ci si è mai seduti attorno a un tavolo, né è stato trovato un accordo”.
BARI - “Ho giocato nel settore giovanile del Bari e mesi fa, inutile negarlo, ho sperato in una chiamata: per me sarebbe stato un onore. Mi aspettavo qualche affondo più deciso, ma va bene così. Anzi, sono queste le dinamiche che ti danno ancora più forza: voglio far ricredere più di qualcuno”.
SEI GIÀ L’IDOLO A CASARANO - “Sì ed è una scelta che avrei rifatto migliaia di volte. Vito Di Bari è competente, ha visione e arriverà in alto, ne sono sicuro. Per lui i moduli sono relativi: si lavora in base alle posizioni in campo. Conoscevo, inoltre, già alcuni calciatori della rosa e in più ritrovo, dopo dieci anni, Leandro Versienti: eravamo stati insieme a Nardò”.
OBIETTIVI - “Esporsi dopo poche giornate dall’inizio non lo trovo corretto, ma credo che tutti abbiano la voglia di migliorare quanto già fatto in passato. Di certo, mi piacerebbe riprendermi ciò che ho perso…”
SERIE B IN DUE ANNI È FATTIBILE? - “Penso che, alla lunga, il Casarano ci potrà arrivare. C’è un’organizzazione di alto livello”.