Sono state rese note, ieri, le motivazioni della sentenza del Tribunale Federale che ha sancito l’esclusione del Taranto dal campionato e l’inibizione di diversi dirigenti.

In particolare, il presidente Massimo Giove e il dirigente Alfonso sono stati inibiti per 3 anni, Campbell per 1 anno e Acquaviva per 6 mesi. Al centro della vicenda vi è il mancato pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi INPS relativi agli stipendi di novembre e dicembre 2024, oltre alla gestione del piano di rateizzazione in corso.

Secondo il Tribunale, il Taranto avrebbe adottato una procedura di pagamento irregolare, compensando i propri debiti con presunti crediti erariali di una società terza, la General Service S.r.l., che si sarebbe fatta carico degli obblighi fiscali del club nei confronti dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS.

Di seguito le motivazioni principali, riportate da Antenna Sud:

1. Uso improprio dei crediti d’imposta

I crediti d’imposta possono essere utilizzati esclusivamente per il pagamento delle ritenute maturate dallo stesso soggetto che li ha generati e non per estinguere debiti di terzi o debiti di natura diversa.

2. Crediti non dichiarati

I crediti compensati a favore del Taranto non risultano dichiarati né nel modello 770 né in altre dichiarazioni fiscali della General Service S.r.l.

3. Accollo del debito senza compensazione

Sebbene la normativa tributaria consenta a un soggetto terzo di assumere il debito di un’altra società, ciò non permette la compensazione con crediti fiscali dell’accollante.

A complicare ulteriormente la situazione, il club non ha versato alcuna ritenuta Irpef sugli stipendi di gennaio 2025 e non ha rispettato i pagamenti delle rate relative agli incentivi all’esodo e ai contributi INPS previsti per lo stesso mese.

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