Barletta, mister Pizzulli non si nasconde: “Non si può rifiutare il Barletta. Serie C? Ho una grande responsabilità, ma qui c’è grande qualità”
Otto stagioni dopo, mister Massimo Pizzulli è tornato a sedersi sulla panchina biancorossa, dopo le due esperienze nel campionato di Eccellenza tra il 2015 e il 2017.
Abbiamo sentito il neo-tecnico biancorosso ai nostri microfoni in una lunga intervista, dove Pizzulli ha parlato del suo passato remoto, recente e di un possibile futuro ricco di soddisfazioni a Barletta.
PRIMA ESPERIENZA A BARLETTA: “Ho allenato il Barletta l’anno del fallimento, quando il Barletta lasciò il professionismo e fallì, io fui chiamato da un gruppo di tifosi che misero in atto l’azionariato popolare, l’obiettivo era mantenere l’Eccellenza per cercare di rendere la società più solida e far riavvicinare gli imprenditori. Partimmo a fine agosto, eravamo senza palloni e magliette, poi pian piano si formò una società, noi facemmo benissimo, dopodiché ci fu un miglioramento societario e del gruppo che ci permise di arrivare quasi agli spareggi nazionali. Era una squadra umile con grande attaccamento verso questi colori e i tifosi lo apprezzarono molto”.
ESPERIENZA A MARTINA FRANCA: “A Martina c’era un progetto con giocatori molto giovani e io l’ho sposato pienamente. Io e il presidente Lacarbonara penso che abbiamo composto una coppia formidabile a livello di gestione e di sostenibilità perché abbiamo avuto la squadra più giovane del campionato. Abbiamo ottenuto grandi risultati, tipo il premio Giovani D Valore che prevede un grande premio di denaro per la società. Allo stesso tempo c’erano anche molti biennali e infatti quest’anno il Martina ripartirà con 9/11 della passata stagione, motivo per cui ritengo sia una delle favorite per la vittoria finale”.
VOGLIA DI SERIE C: “Al di là del patentino ottenuto, devo dire che sono stato molto fortunato a poterlo prendere con ex campioni come Ribery o Handanovic, è stata una bellissima esperienza. Quella di venire a Barletta è stata una mia scelta, avevo delle richieste dalla Serie C, ma al Barletta non potevo dire no. La Serie C vorrei conquistarla qui, così come volevo fare a Martina, sono molto ambizioso e alleno per vincere. Sento di avere più stimoli e soprattutto più responsabilità, anche se i numeri fatti negli ultimi anni mi imponevano di fare il salto di categoria. A Martina ho allenato la squadra più giovane e perso una finale, avevamo miglior difesa e attacco senza attaccanti, abbiamo fatto circa 128 punti in due anni, insomma un lavoro che meritava tantissimo. Quest’anno forse è il primo anno dove mi viene data qualità in più sempre mantenendo bassa l’età media”.
CALCIOMERCATO: “Sono dovuto ripartire da zero qui, due anni fa a Martina mi fu smantellato tutto l'organico dopo la finale con il Nardò, ma ho accettato di restarci. Quest’anno ho portato via solo Piarulli e abbiamo dovuto riprendere under e over. Al momento come voto do 8, abbiamo completato il centrocampo, ma non ancora difesa e attacco. Sono contento del lavoro svolto, ma dovrò valutare bene gli under nel corso del ritiro”.
ADDIO STRAMBELLI: “E’ un giocatore straordinario che può fare la differenza al di là della categoria, ci siamo confrontati e abbiamo deciso di dividere le nostre strade. Lui continuerà a dimostrare di essere un giocatore di spessore, ma se il Barletta è in D è anche grazie a lui”.
MESSAGGIO ALLA PIAZZA: “Non servono le chiacchiere, c’è soltanto da dare tutto in campo, voglio tirare fuori tutto dai miei ragazzi”.