Le dichiarazioni del direttore sportivo della Fidelis Andria, Gianni Califano, ospite di Stadio Aperto su TeleSveva:


"C’è tanta curiosità: quando vai a prendere tanti ragazzi provenienti da altri gironi, il dubbio rimane sempre, soprattutto su come possano ambientarsi, su come vivano la piazza e sull’approccio che avranno contro le avversarie. Domenica abbiamo fatto una grande partita, ma ormai è già alle spalle: la testa è rivolta solo alla prossima gara. Volevamo passare il turno di Coppa Italia, non ci siamo riusciti ed è andata bene al Ferrandina; in campionato, invece, è andata bene a noi, quindi guardiamo avanti.

Lo scorso anno abbiamo fatto di tutto per restare al passo di Casarano, Nocerina e Martina. Mi sarebbe piaciuto lottare ad armi pari fino in fondo e credo che ci saremmo riusciti. Ho già fatto i complimenti al Casarano, alla società e al mister Di Bari: hanno vinto con merito.

Sulla carta ogni campionato lascia il tempo che trova: ci sono 3-4 squadre che si sono attrezzate per vincere, ma ci sono anche diverse realtà che hanno lavorato con intelligenza sul mercato o che hanno confermato il blocco della passata stagione. Sarà un campionato avvincente, ma solo il campo darà le risposte. Prima di 7-8 giornate è difficile esprimere giudizi, ma l’impressione è che ci siano tante squadre interessanti oltre alle 3-4 più accreditate.

Non mi lascio condizionare dallo stato di forma immediato dei giocatori: mi piace aspettare chi parte in sordina. Ho parlato anche con chi non ha giocato o addirittura è finito in tribuna, perché avremo bisogno di tutti e ognuno dovrà dimostrare di valere. Il mio compito, insieme allo staff, è tenere tutti sulla corda e farli sentire importanti.

Sono presente quotidianamente agli allenamenti e ogni sera penso a cosa si può fare meglio. Forse alla squadra manca ancora una caratteristica precisa, ma la società mi ha dato massima disponibilità: per ora non tocchiamo un gruppo che si sta conoscendo, ma restiamo vigili e pronti a intervenire se necessario.

Non credo nei numeri o nei moduli, ma nei principi, nelle caratteristiche e soprattutto nella voglia di lottare. Ciò che mi è piaciuto domenica è stata la disponibilità al lavoro in fase di non possesso: Marquez e Trombino hanno dato un grande contributo in questo senso. La solidità nasce dal fatto che tutti si sacrificano. Mi aspetto molto da tutti, anche da chi non ha ancora giocato: una valutazione seria non si può fare dopo una sola giornata.

Le trattative più difficili? Forse quella di Giardino, per questioni di tempistiche: ringrazio il Parma per aver mantenuto la parola. Tutto sommato, però, sono state abbastanza semplici. Quella di Marquez è stata la più significativa: aveva dato la parola venti giorni prima nonostante l’inserimento di altre squadre e, insieme al suo agente, ha mantenuto la cifra iniziale. È stata una scelta di serietà che mi ha colpito molto: abbiamo preso non solo un calciatore, ma un uomo. Il fatto che abbia lasciato battere il rigore a Trombino la dice lunga sul suo spessore.

Quando ero giovane aspettavamo con ansia l’uscita dei giornali per leggere le pagelle davanti a cornetto e cappuccino: a quell’età possono condizionarti, ma il giudice più severo resta sempre il calciatore stesso, che sa bene quando poteva fare di più.

Ora pensiamo a Barletta-Fidelis Andria: l’orario ufficiale dovrebbe essere alle 16.00, ma attendiamo la comunicazione definitiva".

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