Lecce, dal Torino può passare la salvezza... e non è la prima volta
Il Lecce, diciottesimo con ventotto punti e al momento in zona retrocessione, manca l'appuntamento con la vittoria dal lontano 31 di gennaio, quando la rete del solito Krstovic e la doppietta di Pierotti stese al "Tardini" il Parma in quella che rappresenta l'ultima gioia dei salentini, seguita da tredici partite senza vittorie e con soli cinque punti ottenuti su trentanove a disposizione. La sfida di domenica sera contro un Torino già salvo e con poche ambizioni di classifica in un "Via del Mare" tutto esaurito, a dimostrazione del forte attaccamento del tifo salentino nei confronti della squadra a prescindere dai risultati e dal gioco, rappresenta l'ultima possibilità di salvezza per il Lecce, sorpassato nell'ultimo weekend dal Venezia e appaiato con l'Empoli diciannovesimo.
Non è, però, la prima volta nella storia del club giallorosso che il Torino si trovi sulla strada verso la salvezza: nella stagione 88/89 il Lecce di mister Mazzone, in uno stadio gremito anche in quella occasione, riuscì a sconfiggere alla trentaquattresima e, a quei tempi, ultima giornata i granata, battendoli per 3-1 grazie alle reti di Benedetti, Barbas e Paciocco, in un vero e proprio spareggio, condannandoli alla prima retrocessione della loro storia e "sconfiggendo" un'Italia quasi tutta schierata dalla sponda biancorossa per scongiurare una clamorosa retrocessione. I trentuno punti ottenuti permisero addirittura di conquistare la colonna sinistra della classifica. Iconica la corsa liberatoria e senza freni inibitori di mister Mazzone sotto la curva, immagine simbolo di una stagione travagliata e chiusa con solo otto vittorie.
Dieci anni dopo, questa volta alla trentatreesima giornata, è ancora Lecce-Torino per la salvezza: la squadra di Cavasin, al termine della stagione 99/00, conquistò la tredicesima piazza, sorpassando di un punto anche i rivali del Bari, grazie al 2-1 targato Sesa e Conticchio, rendendo vano il momentaneo pareggio di Ferrante su calcio di rigore. Altra istantanea iconica della storia giallorossa è quella dell'esultanza del mister di Treviso, portato in trionfo dalla squadra sotto la curva dopo aver ottenuto i tre punti della salvezza definitiva.
A differenza di questi corsi e ricorsi storici, questa volta una vittoria potrebbe non bastare: infatti, dopo l'occasione persa con il pareggio di Verona, il Lecce non è più padrone del proprio destino, ma dovrà sperare in un passo falso del Venezia, impegnato a Cagliari. In Salento gli umori dei tifosi alla vigilia della sfida sono contrastanti: nonostante il tutto esaurito e una salvezza distante solamente un punto, in molti non credono nell'impresa, dando già per condannati alla serie cadetta Krstovic e compagni. Solo il tempo definirà il futuro prossimo del Lecce, pronto a vivere gli ultimi centottanta minuti tra orgoglio e speranza, con la consapevolezza che neanche ottime prestazioni potrebbero bastare alla squadra di Giampaolo, subentrato a Gotti senza mai essere riuscito a dare un'identità ai suoi, ma che sogna ancora un epilogo simile a quello di Mazzone e Cavasin, eroi di salvezze rimaste nella storia giallorossa.