Casarano, Di Bari: "Vincere aiuta a vincere, ma possiamo fare molto meglio”
Soddisfatto del risultato, ma non della prestazione. Al termine della vittoria sul Cerignola, Mister Di Bari ha analizzato con lucidità la gara del Capozza: il tecnico rossazzurro ha evidenziato la necessità di migliorare nella gestione del possesso e nell'applicazione del piano partita, ribadendo però l'importanza del gruppo e dei sei punti conquistati nelle ultime due giornate. Di seguito le dichiarazioni dell'allenatore del Casarano:
PRESTAZIONE - "Sicuramente chi mi conosce sa che non posso essere soddisfatto. Io tengo tantissimo al gioco e, tante volte, anche l'anno scorso ero contento della prestazione pur senza vincere. Oggi la squadra ha saputo soffrire e ha fatto una buona fase di non possesso, ma ci è mancata la gestione dei momenti della gara: l'avevamo preparata diversamente e dobbiamo capire perché non siamo riusciti ad applicarla. Il Cerignola è una squadra giovane, intensa e con giocatori di qualità, e per quello che ha mostrato avrebbe meritato qualcosa in più. Noi, invece, abbiamo avuto due o tre occasioni per chiuderla e non ci siamo riusciti. La classifica non la guardo fino alla decima giornata: mi tengo stretto il risultato, perché vincere aiuta a crescere, ma so che abbiamo ancora ampi margini di miglioramento".
CRESCITA - "Abbiamo un centrocampo tecnico e dobbiamo imparare a gestire meglio il possesso. Oggi abbiamo forzato troppo le giocate, soprattutto nel primo tempo, regalando palloni agli avversari. Nella ripresa siamo migliorati anche grazie agli accorgimenti tattici e ai cambi. Nelle ultime due partite abbiamo raccolto sei punti, ma le prestazioni sono state al di sotto del calcio che vogliamo esprimere. Mi tengo stretto anche il primo clean sheet e una fase difensiva più solida, nonostante i continui cambi di formazione. Questa è già la quinta formazione diversa e trovare continuità non è semplice".
SQUADRA - "Due giorni fa ho parlato ai ragazzi dell'importanza del noi. Se vogliamo fare qualcosa di importante, il gruppo deve venire prima dell'individualità. Sono felice per Grandolfo, che per me non è una riserva: l'ho voluto fortemente e sa quanto lo stimo. Nessuno deve pensare alle presenze personali, ma all'obiettivo della squadra. Sull'approccio non mi piace dire che è stato sbagliato: i ragazzi si allenano bene e avevano la giusta mentalità. Quello che voglio capire è perché il piano gara, preparato per creare superiorità sulle fasce, sia stato applicato solo a tratti. Le vittorie danno fiducia, il pubblico ci ha trascinato e restare uniti sarà fondamentale in un campionato così difficile".
FARRONI - "Sono molto contento anche di Alessandro Farroni. Da allenatore preferirei che il portiere avesse meno lavoro, ma sapevamo il valore del giocatore che abbiamo scelto. Oltre alle qualità con i piedi, sta dimostrando di essere decisivo anche tra i pali e mi auguro che in futuro debba affrontare molti meno tiri".