Le parole di Pantaleo Corvino in conferenza stampa di fine mercato: "E' stata una sessione impegnativa? Rebic? Gli ho chiesto di prendere qualche euro in meno per giocare nel Lecce"
Il direttore sportivo del Lecce, Pantaleo Corvino ha analizzato in una conferenza di fine calciomercato tutte le operazioni in entrata e in uscita, il bilancio e qualche aneddoto sul colpo Ante Rebic; di seguito le sue parole:
IL BILANCIO: "Quella che si è conclusa è solo la quinta sessione di mercato condotta da noi, ci sono però società che lo fanno da diverso tempo, poi ci sono società che partono con organici da Serie A e questo rappresenta un vantaggio. Credeteci conoscendo la grandissima, smisurata passione dei nostri tifosi verso la squadra, per noi è un grande sforzo sostenere questa responsabilità, un grande sforzo dell’area tecnica, del presidente Sticchi Damiani, con il quale dal mio ritorno abbiamo creato un rapporto che è partito sognando, in cui lui mi ha chiesto determinate cose, tra cui quella di mettere in ordine alcune cose pregresse e poi c’è il sogno di portare sempre più in alto questo milione di persone che si identifica nella squadra. Un sogno che in maniera sconsiderata siamo riusciti a raggiungere, riportando la primavera in cima a tutti e la prima squadra in Serie A, ora stiamo lavorando per mettere il Lecce in salute e in sicurezza. Durante questa sessione di trattative abbiamo sentito maggiormente questo peso, anche perchè avevamo dei competitor importanti davanti a noi. Tutto questo non è stato fatto solo sul campo, la società ha potuto, in virtù di questa solidità economica ha avuto l’opportunità di migliorare tanti aspetti, tra cui lo stadio, le strutture e il centro sportivo, adesso abbiamo un altro sogno, quello di creare una radio tutta nostra che parli solo di Lecce tutto il giorno. Durante queste settimane ho visto solo poche volte il bilancio delle trattative anziché leggere sempre quello che mancava a questo Lecce. Rebic, portarlo a Lecce significa avere contatti con persone importanti".
CESSIONI « In questa sessione abbiamo fatto 17 cessioni, che in queste ore si è aggiunto Lemmes che ha lasciato il Lecce. Le cessioni dipendono dalla volontà dei giocatori, dei procuratori e delle famiglie. Fatta eccezione di Daka, che andrà in Primavera a fare il fuori quota, siamo riusciti a mettere in uscita tutti i nostri obiettivi. Sansone ha avuto dei problemi fisici e quindi ci darà una mano per quello che sarà fare da qui alla fine del campionato e mi auguro che faccia qualcosa di importante così come ha fatto lo scorso anno. Helgason, è stato valutato da Gotti che ha avuto pensieri positivi verso il calciatore, quello mio e di Trinchera non è coinciso con quello del ragazzo, lui ha il potenziale da Lecce e lo abbiamo detto, lo sarebbe stato se lui dopo 25 presenze in Serie B, con Baroni in panchina, alla fine di quella stagione non c’è stato l’interesse di tutti, in questi casi bisogna essere in tre, per trovare un accordo e quando questo non si trova, in alcuni casi decidiamo noi e abbiamo scelto di non trovare un accordo.
ACQUISTI. «Abbiamo fatto un totale di 30 operazioni in 30 giorni, ne abbiamo fatta una ogni due giorni in sostanza, quindi questa quinta sessione di mercato è stata veramente impegnativa, in particolare quando sei il Lecce, in cui devi fare di tutto per migliorarti, ma ti confronti con chi ha grandi potenze economiche e non sai quanta potenza economica hanno gli altri per potersi migliorare. Solo il campo ci dirà se ci siamo riusciti, non siamo degli indovini e non abbiamo la sfera di cristallo. Abbiamo lavorato tantissimo per fare questo e migliorare gli undici titolari di una squadra che non è mai stata tra le ultime tre, in questi anni abbiamo mantenuto 8 calciatori titolari, ne abbiamo aggiunti 12, dove ci sono 3 potenziali titolari, e gli altri 9 hanno qualità importanti. Noi abbiamo dovuto lavorare con responsabilità perché sappiamo che quando le cose non vanno bene alla fine chi sono i responsabili. Di questi 12 calciatori arrivati a Lecce, uno è croato, uno spagnolo, tedesco, angolano, tre italiani e quattro francesi, se ci sono un paio di francesi in più su 12 voglio anche farvi sapere perchè in alcune occasioni un manager è anche un mercante, io poi compro, vendo e rientro anche.