L’allenatore del Casarano Vito Di Bari ha commentato l’inizio di stagione del suo Casarano neo promosso in Serie C ospite di Telesveva nel corso del programma “Stadio aperto”; di seguito le sue parole:


INIZIO DI STAGIONE - “C’è tanto entusiasmo, era importante partire bene per non smorzare l’entusiasmo della piazza. Contenti della vittoria di sabato contro il Picerno. C’è soddisfazione all’interno dello staff. Volevamo aggredirli alti e poi ripartire bene e farli male. Mi è dispiaciuto far rientrare il Picerno in gara dopo una partita perfetta. Sono due vittorie importanti perchè la squadra si sta adattando bene al campionato ma soprattutto c’è la coesione tra vecchi e nuovi”.


RIPARTIRE DOPO BERGAMO - “Sicuramente dopo la sconfitta di Bergamo c’è stato un pò di malumore, ma dico sempre che è importante il percorso. Abbiamo portato tranquillità dicendo che è la strada giusta, dovevamo credere in quello che stiamo facendo e poi la squadra ha risposto alla grande. Le vittorie aiutano. Non ci si può deprimere dopo una sconfitta e non ci si deve esaltare dopo una vittoria. È normale che perdere 6-2 è fastidioso. Snaturarsi dopo una sconfitta significa non credere in sé stessi e noi in noi stessi ci crediamo”.


MAIELLO - “Come calciatore non lo scopro io. Da un minuto alla serie a si è giocato dei play-out. Ho sempre sentito Raffaele, io credo degli uomini e lui si è dimostrato subito uomo. Essere uomo non significa giocare o non giocare e lui si sta trasformando un leader e vedo un ragazzi che su diverte, gli dico sempre che questi sono gli ultimi anni di carriera e si deve divertire”.


LULIC - “Sta interpretando il ruolo in una maniera eccezionale. Lui è un grande professionista. Conosco le sue qualità umane. 


PROTAGONISTI - “Mi ha sorpreso Mino Chiricò, parla sempre in modo positivo. Per me è un calciatore straordinario che centra poco con questa categoria. Anche l’ingresso di Celiento ha portato tanto a questa squadra”.


 - “Ho visto quasi tutte le squadre. Mi ha impressionato il Benevento e dirà la sua fino alla fine. La Salernitana viene da due retrocessioni e non è facile gestire quelle pressioni. Il Catania vuole salire e anche in questo caso non è facile. É una serie C molto complicata, c’è da studiare tanto, ci sono tanti allenatori bravi. Non è più come prima che tanti allenatori speculavano. La preparazione alla partite toglie tanto tempo. È un percorso di crescita mia e dello staff. TI forma come allenatore. Io venivo da due esperienze in cui però dovevo salvare. Ora siamo partiti dall’inizio, quindi, è molto più affascinante.


CONSAPEVOLEZZA - “La squadra ha la consapevolezza che è una squadra importante. Abbiamo il piacere di lavorare insieme. Il presidente ha creato un ambiente bellissimo, lavorare con quest’aria aiuta tutti”.


CHIRICÒ E LOIODICE - “Io sono innamorato dei calciatori di fantasia. Loiodice ha dipinto tanto, noi lo abbiamo definito un pittore. Con lui mi lega un rapporto di amicizia. Naturalmente fare o non fare la Serie C sono scelte di vita. Ha sposato un progetto importante. La prima chiamata con Chiricò mi ha dato tanto entusiasmo questo entusiasmo mi ha colpito tanto, con quel piede può fare quello che vuole”.

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