Alla guida della Fidelis Andria nel prossimo campionato di Serie D ci sarà ancora una volta Giuseppe Scaringella. Il tecnico andriese doc siederà per la terza stagione consecutiva sulla panchina biancazzurra e, per la prima volta, lo farà dall’inizio, dopo due subentri a stagione in corso. Entusiasmo e tanta voglia di stupire sono le emozioni che guidano l’allenatore 50enne in questo nuovo capitolo della sua storia con l’Andria. Mister Giuseppe Scaringella si è raccontato in una lunga intervista ai nostri microfoni nella settimana che porterà all’esordio ufficiale della Fidelis Andria, fissato per il 31 agosto, quando al “Degli Ulivi” andrà in scena il primo turno di Coppa Italia con il Ferrandina.

 

Giuseppe Scaringella, terza esperienza consecutiva per lei sulla panchina della Fidelis Andria. Da andriese doc, che emozione si prova a guidare la squadra della propria città?

Si, questa è la mia terza esperienza qui ad Andria ma è diversa rispetto alle altre. Nelle altre due esperienze sono subentrato a stagione in corso e in quei momenti non ho avuto modo di vivere e di capire le emozioni che stavo provando. Questa volta invece sarà diverso, la riconferma è avvenuta in tempi brevi e ho avuto modo di metabolizzare l’emozione di guidare ancora una volta la squadra della mia città.

 

Quest’anno siederà dall’inizio della stagione sulla panchina biancazzurra, prima volta per lei dopo due subentri. Come e quanto può essere importante questo fattore per un allenatore?

Io credo che nel calcio non ci siano regole scritte o dogmi da seguire in tutte le situazioni. In teoria sarebbe più semplice partire dall’inizio per avere i giusti tempi per amalgamare il gruppo, far assorbire le richieste tattiche e per sviluppare la giusta conoscenza tra dirigenza, staff e calciatori. Teoricamente l’allenatore è agevolato nel partire dall’inizio, ma credo che ci sia sempre il rischio di non fare bene, sia cominciando dal giorno 0 che subentrando in corsa. Dico questo perché io sono subentrato due volte e, pronti via, dopo due giorni ho avuto delle gare ufficiali: la prima volta contro il Trapani in Coppa Italia, mentre lo scorso anno arrivai il mercoledì e la domenica giocammo in casa con l’Angri, conquistando la prima vittoria stagionale in campionato. Quest’anno il lavoro sembra più semplice ma mi sono imposto di non essere superficiale, di non adagiarmi su questo aspetto, di avere più tempo a disposizione, e di riuscire a trovare il più velocemente possibile la giusta alchimia tra me e la squadra.

 

Si è chiuso da poco il ritiro in terra abruzzese in quel di Montorio al Vomano, le chiedo un bilancio di questo ritiro e quali sono le indicazioni principali che è riuscito a trarre.

L’obiettivo principale è stato quello di sviluppare una conoscenza veloce tra dirigenti, giocatori e staff. Si tratta di un gruppo totalmente nuovo, di una società totalmente nuova e dovevamo accelerare il processo di conoscenza sotto tutti i punti di vista, anche concedendo qualche mezza giornata in più di relax e divertimento per alleggerire il carico di stress da ritiro, e inserendo qualche amichevole per rendere il ritiro più leggero. Siamo riusciti a creare le condizioni per una giusta conoscenza tra le parti e ora dovremo verificare tutto ciò quando ci saranno i punti in palio.

 

Dando uno sguardo all’organico, è soddisfatto del mercato della Fidelis? Si aspetta qualche altro rinforzo da qui all’inizio della stagione o siete a posto così?

Il direttore Califano anche quest’anno ha fatto un grandissimo lavoro, è riuscito a costruire una squadra tutta nuova con un budget prestabilito, inserendo in organico tanti calciatori con caratteristiche diverse dandomi la possibilità di variare il sistema di gioco. Quindi sono soddisfatto, siamo rimasti d’accordo con la società e il direttore che dopo il ritiro avremmo fatto il punto della situazione per capire se inserire ulteriori innesti.

 

Domenica 31 agosto inizierà ufficialmente la stagione della Fidelis con l’impegno di Coppa Italia contro il Ferrandina. Quanto è importante la Coppa per l’Andria e come arriva la squadra a questo primo impegno stagionale.

Tutte le partite saranno importanti per la Fidelis Andria. Dobbiamo trovare una nostra identità e per farlo ogni partita, ogni allenamento sarà importante. Sono curioso di ripartire e di vedere all’opera i miei ragazzi in una gara ufficiale, perché ovviamente abbiamo bisogno del ritmo gara e di assorbire le emozioni che uno stadio nuovo e un pubblico nuovo ti possono dare. L’unico neo, se posso trovare qualcosa di non troppo favorevole, è che i ragazzi finora hanno potuto usufruire solamente di campi sintetici - sia in Abruzzo che al “Sant’Angelo dei Ricchi” – con misure anche diverse rispetto al “Degli Ulivi” e pertanto dovremo cercare di tornare quanto prima nel nostro stadio per riadattarci a un terreno diverso, con erba naturale e dimensione diverse. Questo è uno step importante per noi, ma è pur vero che i lavori di rifacimento del manto erboso del “Degli Ulivi” andavano fatti e ci siamo dovuti adattare in queste settimane.

 

Con l'arrivo di settembre avrà il via il campionato e, dopo l’esordio casalingo con il Ferrandina, sarà subito derby al “Puttilli” con il Barletta, una delle squadre più accreditate alla vittoria finale. Avrebbe preferito un avvio più “soft” o preferisce affrontare sin da subito le big?

Sicuramente è meglio partire con partite più difficili, in questo caso affronteremo subito il Barletta che sarà una delle squadre da battere vista la campagna acquisti e il budget speso, hanno tanti calciatori che ho avuto il piacere di allenare nella passata stagione e quindi conosco la caratura dei giocatori. Quindi sono soddisfatto del calendario, potremo capire sin da subito la nostra forza e il nostro valore in questo campionato, anche se nelle prime giornate è difficile arrivare a verdetti assoluti, il campionato è lungo e dura 10 mesi. La sfida con il Barletta ci sarà utile per avere delle indicazioni in più e comprendere quello che può essere il nostro destino nel girone H.

 

La Fidelis Andria in questi ultimi mesi è stata al centro di diverse vicissitudini societarie e in quest’estate, fatta eccezione per alcuni elementi come lei e il DS Califano, c’è stata una vera e propria rivoluzione. Alla luce di ciò, che campionato dobbiamo aspettarci dalla Fidelis? Che obiettivo vi siete posti per questa stagione?

Si, siamo un gruppo totalmente nuovo fatta eccezione per me e il direttore Califano. Anche l’organico è totalmente nuovo, a eccezione di Cipolletta e il portiere under Summa. A dire il vero, per la prima volta in carriera, la società non mi ha posto obiettivi. La società ha come obiettivo quello di dare credibilità, solidità e trasparenza alla piazza e lo sta già facendo, pertanto non vuole mettere pressioni alla squadra anche perché Andria è una piazza importante, sotto traccia ti dà già delle pressioni visto il suo blasone. La società non mi ha dato obiettivi da raggiungere ma, con tutto il rispetto, noi non abbiamo bisogno perché ovviamente abbiamo l’ambizione di vincere tutte le partite. Sarà impossibile farlo ma nel nostro DNA c’è la voglia di fare sempre il massimo e migliorarci allenamento dopo allenamento.

 

Infine le chiedo, quali sono per lei le squadre favorite per la vittoria del girone H?

Le favorite sono quelle menzionate da un po' tutti gli addetti ai lavori, quindi Fasano, Barletta e Sarnese che hanno allestito organici importanti. A volte ci si dimentica delle squadre campane, che sicuramente daranno filo da torcere fino alla fine. Poi ci saranno delle sorprese importanti come l’Heraclea: a volte queste squadre che non hanno un nome importantissimo a livello nazionale ma hanno una struttura societaria importante possono sorprendere tutti. 

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