Di Vito Prigigallo - Alla vigilia dell’epilogo della stagione, con il Bisceglie che cerca in Costiera amalfitana il pass per la Serie D, è il caso di fare il punto su quanto accaduto da settembre a maggio nel calcio regionale.

Detto del trionfo dell’Ugento di Mimmo Oliva in Eccellenza con la finalissima playoff di Francavilla Fontana in cui la squadra leccese ha surclassato il Bisceglie, costringendo i nerazzurri allenati da Pino Di Meo agli spareggi nazionali, scendiamo di categoria fino agli inferi della Terza.

L’Eccellenza a venti squadre (da ventotto), con l’arrivo di Gallipoli, Bitonto e Barletta dalla Serie D e di Acquaviva e Galatina dalla Promozione, attende il compimento del destino del Bisceglie per annunciare urbi et orbi se serva un altro ospite o meno. Matino (ripescaggio), Taurisano e Capurso (successo ai playoff dei gironi della cadetteria pugliese) attendono. Anche se le speranze delle salentine e della barese potrebbero essere frustrate dal collocamento d’ufficio nella Premier League di Puglia di un Brindisi che, a sentire certi sussurri - che ci auguriamo siano privi di fondamento - non avrebbe la capacità di iscriversi all’Interregionale.

La Coppa Italia d’Eccellenza su scala regionale l’ha vinta il Manduria di Andrea Salvadore (doppia finale col Molfetta: primo dei due insuccessi in gare decisive per i biancorossi di Giuseppe Branà, tecnico che aveva rilevato Fabio Di Domenico), subito deragliato nella fase nazionale.

Dunque, Acquaviva e Galatina tornano in Eccellenza. Con lo storico brand Pro Italia, la squadra della patria del pasticciotto aveva frequentato a lungo Quarta e Quinta Serie, fino alla recente evaporazione. Quindi, il ritorno in auge con la panchina affidata a Graziano Tartaglia, sicuramente confermato per la prossima stagione. Non dovrebbe restare invece all’Acquaviva coach Mimmo Leonino.

La Coppa di Promozione è andata, a sorpresa, al Rinascita Refugees, compagine di Copertino formata da calciatori provenienti dall’Africa. I salentini del Continente Nero hanno liquidato nella doppia finale la Virtus Palese. Anche il Rinascita s’è iscritto alla lotteria del “ripescaggio che non c’è” (diciamo: che non dovrebbe esserci).

La “terza” coppa se l’è aggiudicata l’Audace Barletta, tornato a vincere con il capitano di sempre sulla tolda, Beppe Iannone. L’Audace ha portato in via Consalvo da Cordoba la Coppa Puglia battendo nella doppia finale lo Squinzano.

In campionato, i barlettani hanno dovuto inchinarsi al Maracanà (c’è un San Severo che sa vincere, nel calcio) che ha conquistato la Promozione stravincendo con un eloquente +9 il Girone A di Prima Categoria. Nella poule della Terra di mezzo ad aggiudicarsi la stagione regolare è stata la Ragazzi Sprint Crispiano, che ha preceduto sul filo di lana il redivivo Putignano costruito anche dall’ex bomber Fabrizio Lopiore, e la Rutiglianese. Nel raggruppamento salentino trionfo del Vernole.

Playoff alla Virtus Bisceglie (battuto al Manzi Chiapulin l’Audace Barletta), al Real Putignano (al Torino ’49 è bastato il pari con Rutigliano) e al Sava (2-0 al Ruffano).

Seconda Categoria. Vittorie per Atletico Apricena (+5 sullo Sporting Manfredonia), per Carosino (+3 sulla Grumese), per Squinzano 1913 (clamoroso +11 sul Poggiardo).

In Terza, successi per Virtus Stornarella (sul filo di lana con la Red Heart di Sannicandro Garganico), Soccer Ruvo (+7 sulla Eagles Bisceglie; da registrare il ritorno del Liberty Bari), Atletico Carmiano (65 a 62 sul Supersano), Virtus Erchie (+4 sull’Avetrana).

Il numero relativamente esiguo di club iscritti ai due campionati dilettantistici di base (44 in una Seconda articolata su tre gironi, solo 57 in una Terza la cui poule di Brindisi e Taranto contava solo su 13 partecipanti) denota una “crisi di vocazioni” sulle cui motivazioni occorre lavorare. A cominciare dalla dotazione di strutture sportive esistenti e praticabili nei centri grandi e piccoli della Puglia.

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