Lucioni a Contropiede: " A Lecce quattro stagioni di lealtà e rispetto. Lascio il calcio giocato, ora una nuova vita da direttore sportivo"
Tasto STOP: dopo una carriera ventennale tra i professionisti con 544 presenze, Fabio Lucioni ha annunciato l’addio al calcio giocato chiudendo in grande stile realizzando l’ennesima impresa sul rettangolo verde conquistando la salvezza con il Frosinone.
Il difensore centrale umbro, insieme alle esperienze con le maglie di Ternana, Siena, Gela, Reggina, Spezia, Benevento, Palermo e Frosinone ha trascorso molto tempo della sua vita calcistica in Puglia, terra di cui si è innamorato e in cui vive ancora attualmente, indossando le maglie di Monopoli, Noicattaro, Barletta e ovviamente Lecce, diventandone anche capitano in oltre 130 occasioni.
Lucioni ha deciso di raccontarsi ai nostri microfoni e di ripercorrere le varie tappe che hanno costituito la sua carriera, destinata a continuare ancora nel mondo del calcio, questa volta però nei panni di direttore sportivo, ruolo conseguito dopo aver passato il corso abilitante qualche giorno fa.
-PARTIAMO DALLA FINE: LA SALVEZZA CON IL FROSINONE È LA CILIEGINA SULLA TORTA DELLA CARRIERA, AVEVA IN MENTE DI CONTINUARE O L’IMPRESA REALIZZATA HA INFLUITO SULLA DECISIONE DEL RITIRO?
-Purtroppo anche se la volontà di continuare poteva esserci, ho dovuto tener conto di ciò che il mio corpo mi ha detto nel corso degli ultimi mesi, non sarebbe stato corretto eticamente continuare e magari mettere in difficoltà me stesso e l'eventuale squadra che mi avrebbe preso.
-CON IL BENEVENTO HA SCRITTO UNA PAGINA DI STORIA DEL CLUB, CHE RICORDI HA DI QUELLA PROMOZIONE E CHE EMOZIONI HA PROVATO NELL’ALZARE IL TROFEO DEI PLAYOFF DA CAPITANO?
-Entrare nella storia di un club è qualcosa di speciale, nessuno potrà rimuoverlo mai. Ne sono davvero orgoglioso. Considerando poi che a Benevento ho trovato anche l'amore della vita posso dire che è stata una doppia vittoria.
-20 AGOSTO 2017: SAMPDORIA-BENEVENTO, A QUASI 30 ANNI ARRIVA L’ESORDIO IN SERIE A: UN AGGETTIVO PER DESCRIVERE QUEL MOMENTO?
-Più che utilizzare un aggettivo sarebbe quasi opportuno scriverci una pagina di un libro.È stata una ''botta'' di Adrenalina fortissima, troppo bello sentire lo stomaco stringersi come se avessi i crampi, le gambe tremare, e la testa viaggiare a 300km/h. Poi il fischio d'inizio ed è li che ti liberi e giochi...Resterà sicuramente la partita che più mi porterò nel cuore, per sempre.
-ALTRA SQUADRA, ALTRA PROMOZIONE: NEL 2018 ARRIVI A LECCE E SALE IN SERIE A ANCHE CON I SALENTINI. CHE GRUPPO HA TROVATO E COSA LO HA RESO COSÌ SPECIALE?
-Altra emozione forte e un trionfo centrato con un gruppo reso forte dalla voglia di rivalsa individuale messa a disposizione l'uno dell'altro. Gruppo reso forte dalle tante cene fatte tutti insieme
-NEL 2022 LA TERZA PROMOZIONE IN A, SEMPRE A LECCE, MA QUESTA VOLTA DA PRIMI IN CLASSIFICA: COSA HA TROVATO DI DIVERSO RISPETTO AL 2019?
-Ogni promozione è speciale e ti lascia un ricordo bellissimo delle città e delle squadre con le quali lo hai fatto. Ma la prerogativa credo sia nella compattezza del gruppo. Ed un solo pensiero. Il NOI.
-QUATTRO STAGIONI, 142 PRESENZE IN GIALLOROSSO: CHE RAPPORTO HA COSTRUITO CON L’INTERO MONDO LECCE E CON LA TIFOSERIA?
-Ho cercato di dare ed avere il rispetto giusto, fatto di sacrificio con la maglia giallorossa mettendoci sempre tanto impegno, con tanta lealtà e voglia di lavorare quotidianamente.
-LIVERANI, CORINI, BARONI: TRE ALLENATORI DIFFERENTI TRA LORO, COSA LE HANNO LASCIATO A LIVELLO UMANO E CALCISTICO E RACCONTAMI QUALCHE ANEDDOTO SOTTO LA LORO GUIDA
-Ognuno di loro ha la propria personalità, ma credo che tutti e tre abbiano cercato di lavorare tanto e con tanta correttezza nei confronti di ognuno di noi cercando di far sentire tutti importanti, e credo sia una cosa importantissima, cosi da ricevere tutto l'impegno possibile da parte di tutti
-L’UOMO DELLE PROMOZIONI: NEL 2023 CON GROSSO IN PANCHINA DOMINATE IL CAMPIONATO CON IL FROSINONE. PENSA SIA L’ORGANICO MIGLIORE CON CUI HA MAI GIOCATO?
-Penso di essermi divertito tantissimo data la mia età, perche l'ho vissuta come un ragazzo che potesse dare tanti consigli e quando riscontri nei compagni la capacità di ascoltare, di affidarsi e di fidarsi delle tue parole e atteggiamenti è la vittoria più bella.
-DOPO L’ESPERIENZA A PALERMO A FEBBRAIO È TORNATO A FROSINONE, IN QUEL MOMENTO PENULTIMO IN CLASSIFICA: COSA L'HA SPINTA A DIRE SÌ?
-La voglia di non mollare mai. Seppur in una posizione di classifica difficile sapevo di poter contare su un popolo che non molla mai e da il proprio contributo ogni giorno alla squadra. E poi l'affetto e la stima che ho nei confronti del presidente Stirpe e del Direttore Angelozzi e, vedendo l'epilogo, posso dire di non essermi sbagliato.
-C’È UNA PROMOZIONE CHE CONSIDERA LA PIÙ DIFFICILE O LA PIÙ EMOZIONANTE?
-Credo che quella con liverani a lecce sia stata la più inaspettata , non partivamo con i favori del pronostico. Invece giorno dopo giorno ci abbiamo creduto sempre di piu e la vittoria del titolo ha ripagato il duro lavoro.
-SE DOVESSE SCEGLIERE, SAPREBBE DIRMI UNA PIAZZA O UNA STAGIONE CHE CONSIDERA COME “SVOLTA” DELLA CARRIERA?
-La ''svolta" credo di averla avuta dal punto di vista mentale con Baroni a Benevento, dal punto di vista dei risultati non posso che citare il ''triplete '' di serie C a spezia.
-HA GIÀ PENSATO A QUELLO CHE VERRÀ? IMMAGINA UN RUOLO NEL MONDO DEL CALCIO O SI DEDICHERÀ AD ALTRI AMBITI?
-Ho gia partecipato al corso per diventare Ds, spero presto di poter iniziare a conoscere questo nuovo mondo.