Nella seconda puntata di “Casa Audace”, Elio Di Toro ha parlato di vari argomenti del mondo Cerignola, tra cui gli 800 abbonamenti superati dalla tifoseria pugliese e alcuni retroscena di mercato, come la scelta dell'allenatore, alla fine ricaduta su Maiuri. Di seguito le dichiarazioni del direttore sportivo dell'Audace Cerignola: 

Superata quota 800 abbonamenti? Si, effettivamente è un dato che segna inequivocabilmente un maggiore afflusso, una maggiore passione anche dettata da quella che è stata la linea della campagna abbonamenti della società che ha cercato di offrire anche dei pacchetti un po’ più accessibili attraverso dei costi e dei pacchetti famiglia. Questo ovviamente ci da soddisfazione, sopratutto per quelli che hanno sposato questo nuovo corso. 

Gambale? Avevamo la necessità di coprire una caratteristica che ci mancava, quella di una prima punta che si legasse bene con il gioco e che si legasse bene con i nostri attaccanti e anche per dare all’allenatore una possibilità di scelta maggiore.

Mercato? È stato un mercato lunghissimo e purtroppo come tutte le cose lunghe ci si mette anche tempo a realizzarle perché tutti gli addetti ai lavori si prendono il tempo necessario per valutare tante componenti. Alla fine della scorsa stagione abbiamo fatto una valutazione con la società, abbiamo cercato di scegliere ciò che fosse giusto attraverso delle valutazioni al confronto con il presidente e abbiamo cercato di ottimizzare il lavoro fatto in questi anni. La linea societaria aziendale era quella di ritrovare un equilibrio finanziario economico che ci permettesse di dare continuità e lo abbiamo fatto e da lì è arrivata la decisione di prendere in considerazione di perdere dei pezzi pregiati. 

Maiuri? Fin quando Raffaele è stato il nostro allenatore non ho chiamato nessuno. Nel momento in cui Raffaele ha deciso di andar via, io ho provato a fare dei sondaggi, ho sentito Buscé, ho sentito Di Donato, ho sentito diversi allenatori. Ho pensato che nel cambiamento che dovevamo effettuare, volevo una guida esperta, una guida che conoscesse bene questo girone. Maiuri in questi anni con gli organici che aveva, ha fatto di più di quello che poteva ottenere. È sintomo di un’identità ben precisa che lui ha. 

Con il presidente, ci siamo riuniti un giorno, c’era anche il direttore generale Di Biase e ci siamo detti delle cose. Credo sia vicendevole questo rapporto di familiarità. Penso che il presidente sia stato con me anche riconoscente da un punto di vista contrattuale e di questo ne sono orgoglioso.

Rammarico? Un rammarico è Gala che è andato al Campobasso, forse siamo stati un po’ lenti in questa situazione. Un altro rammarico è che avrei voluto prendere un difensore, di cui non faccio il nome, ma non c’è stata l’occasione e sopratutto non mi è piaciuto come ci ha considerato.

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