Vincenzo Santoruvo
Vincenzo Santoruvo

Attaccante di razza con oltre 400 presenze tra i professionisti ed un legame indissolubile con piazze storiche come il Bari - con cui ha collezionato 155 presenze e 41 reti - Vincenzo Santoruvo sta oggi dimostrando tutto il suo valore in panchina. 

Dopo l'ottima annata alla guida della Santarcangiolese, chiusa con la finalissima dei playoff regionali, il tecnico ha preso in mano le redini del Ferrandina. Ripartiti dopo l'amara retrocessione dalla Serie D, i rossoblù sono protagonisti di un avvio di stagione straordinario nel campionato di Eccellenza Lucana: 23 punti su 27 disponibili, imbattibilità che dura da nove giornate e primo posto in classifica. 

In questa intervista, mister Santoruvo analizza la forza del gruppo, la filosofia di lavoro quotidiano e la solidità di una società giovanissima ma ambiziosa.

23 punti conquistati su 27 disponibili, sette vittorie, due pareggi e imbattibilità che dura da nove gare. Si aspettava quest'avvio di campionato con il Ferrandina?

“Il Ferrandina veniva da una stagione in Serie D in cui purtroppo il risultato sportivo non è stato raggiunto ed è arrivata una retrocessione. Siamo ripartiti con una rosa completamente nuova. Speravamo tutti quanti di iniziare bene, ma sinceramente non ci aspettavamo numeri del genere. Questo percorso dà enorme merito al lavoro quotidiano dei ragazzi: spesso, dopo una retrocessione, è molto difficile provare a risalire subito nella categoria da cui si è appena scesi”

A questo proposito, quanto è stato importante il lavoro estivo e come avete lavorato per costruire non solo la squadra, ma soprattutto questa mentalità?

“Devo essere sincero: secondo me il vero punto di forza del Ferrandina parte da lontano, ed è la società. È un club che, dopo appena un anno di Serie D, si è strutturato in un certo modo, dove ci sono organizzazione, competenza e tantissima serietà. Non si possono raggiungere risultati importanti se alle spalle non si ha una società in cui tutto funziona alla perfezione. Quindi do un grande merito a quella che, al momento, ritengo una delle realtà societarie più importanti del panorama calcistico non solo lucano, ma dell'intero Sud Italia”

Quattro vittorie su quattro in casa e primo posto anche per punti conquistati in trasferta: per il Ferrandina sembrano esserci ostacoli…

“Ci concentriamo esclusivamente sul lavoro quotidiano durante la settimana e sullo sviluppo dei nostri principi e delle nostre idee di gioco. Viviamo molto alla giornata: per noi la partita davvero importante è sempre e solo quella di domenica prossima, mentre quella appena passata è già da dimenticare il prima possibile”

Le cito un dato rilevante: siete la miglior difesa del torneo con appena sei gol subiti.

“Su questo non sono del tutto contento: per le azioni e le situazioni che abbiamo concesso nelle partite giocate finora, poteva essere un dato ancora migliore. Ogni volta che ci tirano in porta rischiamo di prendere gol (ride, ndr). Non guardo tanto ai numeri, ma a quello che proponiamo e costruiamo durante la settimana, cercando poi di riprodurlo fedelmente in gara”

Nonostante abbiate una rosa molto giovane, credo che non ci si debba nascondere: l'obiettivo è ritornare subito in Serie D?

“Sono contento che venga citata la gioventù della rosa, perché questo è un dato che guardo con molta attenzione. La nostra viene vista da fuori come una squadra esperta, ma in realtà siamo un gruppo giovanissimo, senza calciatori sopra i trent'anni e con una media età veramente bassa. Il nostro obiettivo resta pensare di domenica in domenica. Ci sono molte società che si sono pronunciate apertamente dicendo di voler vincere il campionato; noi, invece, ci concentriamo esclusivamente sul singolo impegno domenicale…”

A tal proposito, sottolineo che l'età media della vostra rosa è di appena 21,5 anni...

“Ti ringrazio per essere stato così preciso nel sottolinearlo, perché è un aspetto fondamentale che va evidenziato”

Quanto è stata importante per lei l'esperienza alla Santarcangiolese della scorsa stagione, chiusa con il raggiungimento della finale play-off?

“Sono un grande appassionato dell'Eccellenza Lucana e ne sono anche un forte promotore. Avendo disputato una carriera da calciatore tra i professionisti, tanti colleghi e addetti ai lavori mi chiamano per chiedermi informazioni e io parlo sempre benissimo del nostro campionato. Tanti pensano erroneamente che sia un torneo di secondo piano, ma si sbagliano: qui affronto allenatori preparatissimi, che stimo e seguo con attenzione, e ci sono tanti giocatori di spessore. A volte sento dire che in Puglia, Campania o Calabria il livello sia più alto, ma secondo me l'Eccellenza lucana è attualmente un campionato di primissimo livello. L'esperienza a Sant'Arcangelo mi è servita tantissimo, soprattutto perché mi hanno trattato in modo incredibile. Poi ho fatto una scelta diversa, ma è stato un percorso importante culminato con una finalissima playoff”

C'è un po' di amarezza per l'eliminazione in Coppa Italia? Tra l'altro il Policoro, affrontato tre volte tra coppa e campionato, non vi ha mai visto vincere...

"Bisogna sempre essere onesti: in Coppa Italia, nell'arco dei 180 minuti, potevamo raccogliere qualcosa in più, ma il passaggio del turno del Policoro è stato ampiamente meritato. Bisogna dare merito agli avversari per quello che fanno. Nella partita di campionato appena conclusa contro di loro, invece, c'è grandissimo rammarico perché a mio avviso avremmo meritato di vincere. Ma ripeto: in questo torneo non esistono "squadre materasso". Il Policoro è una formazione forte e preparata. In coppa bravi loro, mentre in campionato ci resta il rammarico per il risultato"

Serafino, Camara e Duque sono tra i riferimenti offensivi più importanti della squadra: cosa si aspetta da loro a lungo andare e chi sono gli altri leader dello spogliatoio che stanno dando una mano a questo gruppo così giovane?

“Innanzitutto non vedo l'ora che Paolo Serafino rientri a pieno regime, ha avuto un brutto infortunio ed è in via di guarigione. La vera forza di questa squadra è che ci sono tanti leader e tanti giocatori importanti. Forse i più fondamentali in questo momento sono proprio quelli che stanno trovando meno spazio in campo: li considero preziosi tanto quanto chi gioca titolare. Gli allenamenti settimanali riescono con l'intensità giusta solo se anche chi gioca meno contribuisce con professionalità e atteggiamento propositivo. Non individuo singoli nomi: la nostra forza è il gruppo, con tutti gli effettivi che remano compatti nella stessa direzione”

Domenica affronterete la Murese, considerata la squadra rivelazione del torneo, e a seguire Paternicum e Lykos. Che trittico si aspetta e quanto peseranno queste gare per il futuro?

“No, stiamo guardando troppo in là! (Ride ndr) Dobbiamo concentrarci esclusivamente su domenica. Affronteremo un avversario complicato, una squadra giovane che sta facendo grandi cose, gioca con entusiasmo e ha già ottenuto risultati importanti contro piazze blasonate. Esattamente com'è stato difficile giocare a Policoro, sarà difficilissimo anche domenica: non esistono partite semplici o dal risultato scontato in questo campionato. Affronteremo una squadra in salute e motivata, ma sarà una partita complicata anche per loro…”

Sulle vostre tracce insegue il Matera, ma soprattutto il Avigliano, reduce da ben cinque vittorie consecutive. La spaventa questa concorrenza?

“Non mi guardo attorno. Mi concentro unicamente sul nostro lavoro quotidiano e sulla crescita dei ragazzi. Siamo una squadra giovane, perciò non devo entusiasmarmi troppo nei momenti positivi né spaventarmi di nulla. Il Matera ha dichiarato apertamente di voler vincere il campionato ed è una squadra fortissima, così come sono fortissime l'Avigliano, la Lykos, il San Cataldo, l'Angelo Cristofaro e il Paternicum. Ci sono tantissime compagini attrezzate e avrei quasi timore a fare distinzioni. C'è chi ha l'obbligo dichiarato di vincere e chi sta facendo benissimo; noi andiamo avanti per la nostra strada pensando alla crescita del gruppo. E ribadisco con orgoglio il dato che hai citato: 21,5 anni di età media”

In ultima battuta, non posso non chiederle un pensiero sul suo amato Bari e sulla situazione che sta vivendo in Serie C...

“Sul Bari posso dire solo una cosa: vederlo in Serie C fa male, fa veramente male. Essendo impegnato a 360 gradi con il nostro campionato non sto seguendo benissimo le dinamiche dirette, anche se i risultati del Bari – insieme a quelli di Viterbese e Frosinone, club dove ho militato – sono sempre i primi che vado a controllare a fine giornata. Non mi va di entrare in dettagli tecnici che al momento non conosco a fondo, ma da ex calciatore e tifoso posso solo ribadire che vedere il Bari in quella categoria fa soffrire”

 

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