Molte storie del pallone altamurano un giorno forse diventeranno leggenda. Ammesso che già non lo siano.

Curiosando qua e là in un immaginario diario delle annate del calcio della più popolosa delle città non capoluogo in Puglia (ben oltre 70mila abitanti) e con un territorio vasto quasi quattro volte quello di Bari, prima del recente trionfo in Serie D, ritroviamo persone e personaggi, fatti e misfatti, curiosità e tragedie. Un po’ libro cuore, un po’ cronaca nera.

La più perdente delle squadre della regione, la Leonessa, letteralmente inventata da un dentista, Michele Sardone, assurge in breve tempo alle glorie nazionali. Simpatia e autoironia di chi fa della sconfitta una vocazione, l’arte pedatoria declinata al contrario. Gol a valanga in ogni cantone delle Puglie. E all’ultima di campionato, scende in campo persino Totò Schillaci: un calcio a distanze siderali dalle tensioni e dalle ossessioni che ogni domenica avvolgono e spesso sconvolgono le partite, trasformandole in psicodrammi.

Due drammi. Nel marzo del 2015 un chilo di tritolo fa esplodere un locale. All’interno, con degli amici per assistere a Juventus-Fiorentina in tivù, c’è Domenico Martimucci, 27 anni. I compagni di squadra lo chiamano “Zidane”. Domi muore per le ferite riportate il 1° agosto 2015, dopo 5 mesi di agonia.

Muore per un incidente stradale a Sibari Tonino D’Angelo, altamurano doc, centrocampista del Bari in B con 47 presenze e 2 gol. Lo schianto mentre si reca a Rende, la sua nuova squadra, il 21 ottobre 1980. Anche lui ha 27 anni. Lo stadio di viale delle Mura Megalitiche porta il suo nome.

Persone e personaggi. Il sorriso di Ciccio Caputo, il primo altamurano a segnare un gol con la Nazionale, è contagioso. Nella sua città, Caputo è una sorta di mito vivente. I 21 gol in Serie A nella stagione 2019/2020 con la maglia del Sassuolo sono iscritti nel cuore di tutti gli appassionati di calcio. Al pari di quel gol segnato alla Moldavia. È il 7 ottobre 2020.

Il 25 giugno del 1988 il 22enne barese Michele Cramarossa mette a segno la rete che decreta il trionfo in Coppa Italia dilettanti dell’Altamura. In quella sera d’estate, a Senigallia, l’avversario è la Stezzanese, l’arbitro è un giovanissimo Luigi Collina.

A proposito di coppe. Il Real Altamura ne perde una che pare vinta. Roma, stadio Flaminio, allenatore Vito Sgobba. Vincono i bergamaschi della Colognese, nonostante i murgiani passino in vantaggio con Barbera. Il presidente Saverio Columella, pur afflitto da un malanno ai piedi, va in panchina indossando delle ciabatte nere sopra calzini bianchi. Alla fine sarà espulso. Non per i calzini, ma per le veementi proteste nei confronti dell’arbitro friulano Grazioli.

Problemi di salute anche per Franco Tafuni. A Noicattaro, un giorno di maggio del 2003, si gioca lo spareggio per conservare l’Eccellenza. Il match con il Carovigno lo decide un gol di Lorenzo, figlio del presidente che aveva portato in C l’Altamura. La folle corsa del calciatore che va ad abbracciare il padre, costretto dalla SLA sulla sedia a rotelle, è una scena da film che commuove l’Italia.

Ancora un gol, essenza del football. Il lampo di Nicola Dibenedetto. A febbraio 2016 in Eccellenza si gioca il derby della Murgia. Dibenedetto ha da qualche mese lasciato la squadra della sua città per trasferirsi a Gravina. Uno scandalo. Con la maglia gialloblù è proprio il difensore centrale a segnare il gol del 2-1 in rimonta che decide la “quasi-stracittadina”.

Cerignola verso i play-off, tutti a disposizione tranne Ruggiero
Le probabili formazioni di Team Altamura-Monopoli: qualche novità da entrambe le parti