L’Angelo Cristofaro Oppido ha iniziato la nuova stagione di Eccellenza lucana spinto anche dai gol e dalle prestazioni di Iñaki Berterretche, protagonista assoluto della prima giornata di campionato. Iñaki, difatti, autore di una doppietta, ha trascinato i suoi nella vittoria in rimonta contro la CS Vultur (2-1).

In questa intervista il difensore argentino, classe 2000, ripercorre i suoi primi passi in patria, le esperienze al Cambaceres e al Marconia, fino all'impatto trascinante con la nuova maglia biancoverde guidata da mister Santagata.


Raccontaci come nasce la tua passione per il calcio e dove hai mosso i primi passi in Argentina. 
"Penso di essermi innamorato del calcio appena sono uscito dalla pancia di mia madre: il primo regalo è stato un pallone. Mio padre è un grandissimo appassionato e tifoso, mi ha trasmesso subito questo amore e da lì non l'ho più lasciato"

Quali sono state le tue prime esperienze calcistiche e quanto sono state importanti per la tua crescita? 
"Tutte le squadre in cui ho giocato mi hanno lasciato un bel ricordo e mi hanno aiutato a diventare il calciatore che sono oggi. Ho iniziato nel calcio a 7, per poi passare alle giovanili dell'Estudiantes de La Plata e dell'Arsenal de Sarandí, entrambe squadre di Serie A. A 16 anni sono andato al Defensores de Cambaceres: lì sono entrato in prima squadra e ho esordito tra i grandi. Successivamente ho giocato in Serie C, prima di trasferirmi in Italia all'Elettra Marconia nel giugno 2023. Dopo due anni sono rientrato per una stagione in Argentina per giocare nell’ADIP, nel torneo regionale, e ora sono qui all'Angelo Cristofaro Oppido"

I tuoi anni al Cambaceres sono stati l'esperienza più importante e a cui ti senti più legato? 
"Sì, assolutamente. Al Cambaceres sono arrivato a 16 anni, ho fatto due anni di allenamenti con la prima squadra e ho debuttato tra i professionisti a 19 anni. Sono rimasto legato a quell'ambiente fino al 2022, quando ho cambiato squadra dopo un bel campionato. È una società a cui sono davvero molto affezionato"

Com'è stato il tuo primo approccio con l'Italia quando sei arrivato a Marconia e quali differenze hai riscontrato rispetto al calcio argentino? 
"Il mio primo impatto nel luglio 2023 a Marconia è stato eccellente: sia la gente della città sia i dirigenti mi hanno trattato benissimo, regalandomi due anni splendidi. Per quanto riguarda le differenze, in Argentina il gioco è più fisico, anche se forse lì i calciatori approcciano in modo più professionistico. In Italia, invece, trovi più tattica e più tecnica individualmente, ma a livello generale si somigliano molto"

C'è un calciatore a cui ti ispiri o a cui ti piacerebbe paragonarti per caratteristiche? 
"Da piccolo stravedevo per Sergio Ramos. Oggi, guardando ai terzini destri che sanno adattarsi anche ad altri ruoli, mi piace tantissimo Hakimi. Lui e Dumfries sono attualmente tra i migliori terzini al mondo"

Nel campionato di Eccellenza lucana ci sono diversi argentini: ne conoscevi già qualcuno prima di venire qui? 
"Sì, ne conosco diversi. Attualmente sto giocando con Mauricio Campolongo, che avevo affrontato da avversario quando giocava nel Tricarico..."

Che ricordo conservi delle due stagioni trascorse al Marconia? 
"Sono stati due anni bellissimi. Il primo anno siamo arrivati fino alla semifinale dei play-off persa contro il Matera; il secondo anno abbiamo vinto i play-off regionali e siamo andati a disputare la fase nazionale a Modica. È stata un'esperienza davvero importante per il gruppo e per tutta l'ambiente."

Come mai hai deciso di rientrare per un periodo in Argentina prima di accettare la chiamata dell'Oppido? 
"Volevo stare vicino alla mia famiglia e tornare a casa per ricaricare le batterie, così da poter affrontare la nuova stagione con la massima serietà. Quando poi si è presentata l'opportunità di venire all'Oppido Lucano, non ci ho pensato due volte e ho accettato subito"

Tra le varie opzioni a disposizione, come mai hai scelto nuovamente l'Italia? 
"In passato avevo ricevuto anche altre offerte da diversi Paesi, ma fin dal primo momento desideravo misurarmi con il calcio italiano. Mi sono sempre trovato a mio agio qui, per questo quando mi ha chiamato l'Oppido ho voluto fortemente ritornare"

Il tuo avvio di stagione è stato eccellente: tre gol nelle prime due gare, compreso quello in Coppa Italia contro il tuo ex Marconia e la doppietta al debutto in campionato.
"È stato un bellissimo inizio. Al di là dei miei gol, la squadra ha disputato due grandi partite con il giusto atteggiamento. Senza il lavoro e il supporto di tutti i compagni io non potrei segnare: è un merito collettivo"

Quali sono i tuoi obiettivi personali e quelli di squadra per questa stagione? 
"I miei obiettivi personali coincidono con quelli del gruppo. La squadra vuole scendere in campo domenica dopo domenica per vincere e raccogliere più punti possibile. Io devo farmi trovare pronto per aiutare i compagni. Siamo una squadra tosta, che sa quello che vuole e che darà tutto su ogni campo"

Che rapporto hai instaurato con mister Sant'Agata? "Lo conoscevo già da avversario, quando lui era al Tricarico e io al Marconia. In questi primi mesi di lavoro insieme ho scoperto una bravissima persona e un grande professionista. Imparo qualcosa da lui ogni giorno; è un allenatore molto vicino ai giocatori e trovare figure così nel calcio rende tutto più semplice in campo"

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