-2 dalla zona play-out e -4 dalla zona salvezza diretta: questa la situazione del Bari, che dopo 25 gare disputate, si ritrova penultimo a quota 21 punti. Ha parlato in conferenza stampa mister Longo in vista della gara di Padova:



MOMENTO - “Spero che la squadra abbia sofferto e sia stata male per questa sconfitta, solo patendola e provando dolore riesci ad avere una reazione come mi aspetto. Quello che mi aspetto è che loro l’abbiano patita per trasformarla poi in campo. Se metti dentro undici calciatori nuovi, sei il terzo allenatore, è normale non essere squadra. Non è stato un mese normale, dove hai la settimana piena. Forse abbiamo fatto 10 allenamenti, tolte le rifiniture, da quando siamo arrivati. Il SudTirol ha due anni con Castori e io sapevo di andare a trovare questo. O ti si incastra tutto o ci sta dove passi un periodo dove fai fatica. Il centrocampo a tre è un'opzione: la possiamo valutare nell'ottica di giocare a due punte, ma come ho detto non fossilizziamoci su questo".



INDISPONIBILI - “Non avremo Verreth per questa settimana, è in miglioramento, ma persiste l’edema che ha. Lui e Dickmann sono indisponibili per la gara di Padova”.


EQUILIBRIO - “Per quanto mi riguarda, la soluzione è che noi per primi non possiamo mollare di un centimetro, anche quando si vede tutto nero, il pensiero è che siamo già retrocessi. Dobbiamo persistere e perseverare. C’è una salvezza a quattro punti, un play-out a due. Dobbiamo trovare le forze per cercare di rimanere dentro e centrare l’obiettivo. Io mi sto fossilizzando per farli diventare squadra, perchè squadra non è. sto cercando di ricompattare equilibri di spogliatoio. Devo formare una squadra, in questo momento siamo un gruppo di calciatori che non hanno un’identità precisa e unita dove tutti pensano allo stesso modo. Quando in campo si pensa singolarmente, arriva la sensazione di squadra disgregata. Tempo non ce n’è, ma è l’elemento più importante per la salvezza. Devi avere equilibrio nelle due fasi, se non diventi squadra, non si appoggia nessuna idea tecnico tattica. Contro il SüdTirol metto dentro Moncini e Rao e dopo due minuti abbiamo preso gol da rimessa laterale. Lì non centra né modulo né schieramento”.


TORNARE A BARI - “La mia testardaggine di voler cambiare le cose mi ha portato ad essere qui. Nel mio percorso non ho mai mollato nel pieno delle problematiche. Ho sempre visto questo come una resa, alzare bandiera bianca. Prendersi delle responsabilità è sempre la strada più giusta. In questo momento fare un passo indietro significa lavarsene le mani. la sto vivendo come se fossi partito dal primo luglio”.


CAPITANO - “Fascia di capitano a Dorval? A volte si fanno delle scelte, Dorval è stato capitano perchè ha fatto più presenze nel Bari. La fascia di capitano  elemento fondamentale. Quello che conta non è la fascia, ma è quello che si prende responsabilità, ricorrendo l’avversario e lottando nel campo. Cambieremo anche quello  nel corso della stagione, ma non cambia”.


FORMAZIONE - “Penso che stia mettendo calciatori senza vedere carta di identità. Sto mettendo dentro chi mi dà la sensazione durante la settimana. Quello che diciamo non conta più: conta quello che facciamo. Oggi possiamo dire quello che vogliamo. Fosse per me eviterei anche le conferenze, perchè non devo vendere fumo a nessuno”.


MANÈ - “Manè non la sta vivendo benissimo, ma fa parte del gioco. Ora deve ripartire, perché quando giochi a calcio succedono anche queste cose. Non dobbiamo mettere la croce addosso a lui. Gli si può dire tutto, tranne che non dia tutto quello che ha. Spero per lui che questo possa farlo crescere”.


ARTIOLI - “Artioli è entrato bene: è un ragazzo che sa e vuole giocare la palla. C’è solo da capire la condizione: nel momento in cui scegliamo 11 calciatori non dobbiamo avere tanti problemi”.


NUOVI ARRIVI - "I nuovi che sono arrivati, stanno cercando di integrarsi il più velocemente possibile e si vede la diversità. Il gruppo solito ci deve dare una mano più importante".


FORMAZIONE - "Va bene mettere i calciatori fuori ruolo, ma tutto deve avere una logica e devi avere caratteristiche per farlo, perché così puoi compromettere cose che sai fare. A volte va bene la spensieratezza del giovane, a volte serve l'esperienza di quello più grande. Se dovessi analizzare tante situazione, c'è qualche errore dei giovani, ma anche altrettanti dei giovani".


DOPPIA PUNTA - "Gytkjaer e Moncini possono coesistere, ma poi ci sono le scelte in base anche agli altri reparti. Quando giochi con due punte, Rao non può giocare nel suo ruolo, ma altri si e Rao al momento è quello che sposta di più".


PADOVA - "Ha una forte identità, perchè arriva da un campionato vinto, si riconosce dentro il campo a memoria. Non ha individualità che spiccano, però è un insieme di calciatori che funzionano, perché la Serie B è questo. Con fame ed entusiasmo riescono ad essere competitivo. Sappiamo che partita andiamo a fare, ma è importante anche per loro. Dobbiamo andare lì consapevoli di poter fare la nostra partita".

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