Inutile nascondersi, il Bari è a un bivio. "Cosenza-Bari è più importante di Bari-Cagliari", ha detto Di Cesare in conferenza stampa. In fondo, è così. Perché se la Serie A sarebbe stato un sogno a occhi aperti, la Serie C sarebbe molto più di un incubo. Per tanti fattori, soprattutto per come potrebbe arrivare. Le lacrime del capitano biancorosso non sono da interpretare come una resa ma da leggere come un momento delicato per tutti, per lui in primis, che un anno fa viveva emozioni opposte. Completamente diverse.

Si è letta la paura dagli occhi di Di Cesare, quella che vivono anche i tifosi biancorossi. Che, nonostante tutto, popoleranno il settore ospiti dello stadio San Vito Gigi Marulla. Oggi, però, non è tempo di paura, ma solo di orgoglio. È quello che deve tirare fuori il Bari, esattamente come hanno fatto i tifosi. Le lacrime hanno mostrato l'umanità di una squadra evidentemente fragile mentalmente e che ne ha vissute tante, ma in queste ultime quattro partite servirà altro. Orgoglio, determinazione, voglia di raggiungere il risultato. Tutto sembra compromesso, ma basta poco per invertire la rotta. E non si può più rimandare.

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