Commissariamento o conferma di Malagò? Il 6 ottobre può cambiare il futuro del calcio italiano
Giornata decisiva per le sorti del calcio italiano
Una giornata decisiva per il calcio italiano. Martedì 6 ottobre la Giunta del CONI sarà chiamata a pronunciarsi sulla vicenda legata al mancato tesseramento di Giovanni Malagò al momento della candidatura alla presidenza della FIGC. Una decisione destinata ad avere conseguenze rilevanti sugli equilibri del sistema calcistico nazionale. Il nodo centrale sarà rappresentato dalla gravità della violazione contestata e dalla sua eventuale idoneità a giustificare il commissariamento della FIGC. Sul tema, però, le posizioni non sembrano convergere: da una parte i pareri legali raccolti dal CONI che aprirebbero alla possibilità del commissariamento, dall'altra la FIGC pronta a sostenere la tesi opposta.
A decidere sarà la Giunta del CONI, composta da 16 membri. Per il commissariamento sarebbero necessari almeno otto voti favorevoli, mentre eventuali astensioni potrebbero diventare determinanti nel raggiungimento della soglia richiesta. La partita, dunque, non si giocherà soltanto sul piano giuridico. Attorno alla vicenda si intrecciano infatti rapporti istituzionali e differenti posizioni all'interno del mondo sportivo. Malagò può contare su alcuni componenti della Giunta, mentre tra i vertici del CONI e alcuni dirigenti sportivi e rappresentanti politici emergono posizioni contrarie.
Le possibili conseguenze
Qualora la Giunta dovesse optare per il commissariamento, la FIGC e lo stesso Malagò potrebbero rivolgersi alla giustizia sportiva e amministrativa per contestare il provvedimento. In questo scenario, tra le ipotesi circolate per la guida della Federazione figura anche quella del presidente del CONI, Luciano Buonfiglio.
Nel caso opposto, ovvero qualora il commissariamento venisse respinto, l'esito della votazione potrebbe incidere sugli equilibri interni del CONI e sulla posizione di Malagò. Anche in questo caso, tuttavia, gli effetti istituzionali della decisione sarebbero destinati a protrarsi oltre la giornata del 6 ottobre.
A rendere ancora più delicata la situazione c'è poi il rapporto con gli organismi internazionali. Il futuro della FIGC potrebbe avere ripercussioni anche sul piano europeo. Sullo sfondo c'è Euro 2032, torneo che l'Italia organizzerà insieme alla Turchia, e il ruolo della UEFA nelle decisioni che riguardano l'organizzazione della competizione. Se dovesse vincere l'opzione del commissariamento, infatti, non soltanto ci sarebbero gravi sanzioni, ma diventerebbe concreto il rischio di togliere all'Italia il ruolo di Paese ospitante.
Una decisione che va oltre il caso del tesseramento. Quella che nasce da una questione legata al tesseramento è diventata così una partita istituzionale molto più ampia, nella quale si confrontano interpretazioni giuridiche, equilibri sportivi e rapporti di forza.
Il voto della Giunta del CONI di martedì 6 ottobre sarà quindi un passaggio cruciale. Dalla decisione dipenderanno non soltanto le sorti immediate della FIGC, ma anche gli equilibri futuri del calcio italiano.
Commissariamento o conferma? La risposta arriverà domani.