Inizia con una vittoria per 2-0 la stagione 2025/26 del Lecce. Il rigore realizzato da Krstovic e il punto esclamativo messo nel finale da Kaba, regalano al club giallorosso il passaggio del turno in Coppa Italia nonostante le difficoltà incontrate con l'uomo in meno -causa rosso diretto a Banda-, contro una Juve Stabia non intenzionata a recitare un ruolo da comparsa. Al triplice fischio, mister Di Francesco è intervenuto in conferenza per analizzare la prova dei suoi e non solo.

LA PARTITA: “Mi è piaciuto lo spirito battagliero che ha mostrato la squadra che è una cosa basilare per lottare in ogni campionato. Nel primo tempo abbiamo fatto bene su alcune manovre sulle catene di destra e di sinistra, ma siamo stati poco qualitativi sull’ultimo passaggio. In alcuni momenti avremmo dovuto alzare la pressione contro una squadra alla quale faccio i complimenti per l’ottimo lavoro dell’allenatore, e che inizia ad avere un’identità. Avevamo davanti una squadra con calciatori rapidi e veloci e con una condizione migliore della nostra considerando come stiamo ancora smaltendo i carichi di lavoro delle passate settimane. Il nostro secondo tempo è stato condizionato dall’espulsione ingenua di Banda. Anche lì, però, ci trovo tante cose positive per aver saputo soffrire insieme, esser stati bravi a ribaltare le azioni quando abbiamo potuto. Potevamo sfruttare meglio alcune situazioni di ripartenza. Sono contento dei giocatori entrati in campo che hanno garantito maggiore freschezza. Sono subentrati con lo spirito giusto riuscendo ad interpretare la gara anche se fuori ruolo. Al di là delle categorie quando trovi una squadra che ti viene a prendere devi avere la forza di venirne fuori con una giocata di qualità, ma anche con grande abnegazione e spirito di sacrificio. Mi tengo stretto questi aspetti, ed è chiaro che sia ancora da migliorare”

LA DIFESA: “Tiago Gabriel ha giocato un’ottima gara. La linea difensiva è stata capace di mettere in fuorigioco gli avversari perché è stata corta e compatta in inferiorità numerica. Abbiamo cercato di abbassarci il meno possibile quando potevamo. Gaspar? Gli volevo tirare le trecce. Secondo me ha commesso un errore di chiamata su un’uscita. Per il resto ha fatto un’ottima gara. Se mi devo rivolgere a qualcuno in campo penso che lui sia il riferimento principale perché è un giocatore esperto e con più personalità”.

HELGASON: “I primi 10’ del secondo tempo ha giocato in un ruolo non suo, ma ho cercato di adattarlo perché eravamo in difficoltà. L’ho sostituito inserendo un attaccante esterno come Morente perché lo reputo più bravo a gestire le avanzate sugli esterni. Helgason è più una mezzala ed è un calciatore bravo nel tener palla. Credo che lui è Berisha siano i giocatori più qualitativi come mezzali. Entrambi si giocheranno il posto in questa stagione. In quel momento non era il caso di far entrare Berisha perché si sarebbe anche lui trovato in una situazione scomoda”.

CENTROCAMPO A DUE IN SITUAZIONI DI EMERGENZA: “Il calcio è dinamico perché se ci fermiamo solo sui numeri è un errore grave. Le caratteristiche sono dei centrocampisti e nelle ultime settimane abbiamo svolto degli allenamenti in superiorità numerica, e oggi ci siamo ritrovati a dover far fronte a questa situazione. Sono soddisfatto perché la squadra ha ritrovato equilibrio nonostante abbiamo giocato con un assetto tattico diverso. Loro ci davano problemi nel coprire l’ampiezza”.

SULL’ORGANICO A DISPOSIZIONE: “Come ogni allenatore sono contento dei calciatori che alleno. Non ho mai detto che l’organico è al completo. In questo momento abbiamo due ottimi attaccanti: un ragazzo giovane e uno più esperto. Se avessimo messo un ragazzo non avrebbe fatto quello che ha fatto Camarda che ha giocato con qualità e la freddezza. Sull’azione del 2-0 ha avuto la capacità di gestire la palla, far la finta e guardare il compagno che arrivava. È normale che se avremo la possibilità di migliorare la squadra lo andremo a fare. Il Lecce, però, per potersi salvare dovrà avere lo spirito visto oggi. A me piace il bel gioco e lo spettacolo e cercheremo di migliorare quelle cose che oggi vanno affinate, ma sono orgoglioso dell’atteggiamento che hanno avuto tutti perché si vedeva che volevano portare a casa il risultato”


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