Ma Camarda non aver paura di sbagliare un calcio di rigore
Sbagliare è umano. Alzi la mano chi ha di continuo sentito questa frase da quando è nato. Immagino tutti, come immagino l’abbia ascoltata più e più volte Francesco Camarda. Una delle giovani promesse del nostro calcio insieme a Pio Esposito, nonché uno dei più chiacchierati degli ultimi anni. Considerato un predestinato dai tempi delle giovanili del Milan, e considerato tale ancora adesso nonostante gli appena 17 anni. Un calciatore non ancora maggiorenne, ma sul quale comunque aleggiano innumerevoli aspettative, e altrettante pressioni.
Pressioni e aspettative alla quali, forse, il classe ’08 non ha minimamente pensato nel momento in cui durante Lecce-Napoli, l’arbitro ha assegnato calcio di rigore ai salentini. Da quel momento in poi, l’attaccante giallorosso si è recato verso il dischetto “scortato” da Ramadani quasi a fargli da scudo protettivo, portandosi dietro tutte le responsabilità del momento. Davanti un portiere dalla nomea del pararigori del calibro di Milinkovic-Savic, Camarda non ha tremato, pensando unicamente al pallone e al modo in cui lo avrebbe calciato. Al fischio del direttore di gara, il diciasettenne è partito pensando ad un gol che avrebbe sbloccato un match importante e complicato, ma l’estremo difensore serbo non si è fatto superare spegnendo subito i sogni di gloria del centravanti.
Dalla responsabilità pesante come il macigno, si è passato alle lacrime nel momento della sostituzione con Stulic. Le lacrime di un giocatore nemmeno maggiorenne sul quale pesano oggi più che mai le enormi responsabilità che non dovrebbero riguardare un ragazzo di questa età. Sbagliare un calcio di rigore è umano. Lo diceva De Gregori nel suo celebre brano “La leva calcistica della classe del ‘68” dove invitava a non aver paura di fallirlo, e lo dimostrò perfino Baggio in quella nefasta finale di USA 94. Gli applausi del “Via del Mare” all’uscita del giovane attaccante dal rettangolo di gioco sono simbolici e sono la dimostrazione di come l'intera tifoseria giallorossa è con Camarda nonostante un errore capace di condizionare in negativo la gara. Un sostegno dal sinonimo di protezione. Quella protezione che un ragazzo di belle speranze e uno dei maggiori talenti del nostro calcio da preservare il più possibile merita, così come tutti gli altri giovani talenti sui quali da subito vengono spese tante e forse troppe parole. Perché, in fin dei conti, non è da questo particolare che si giudica un calciatore!