Bari: e ora?
Che ne sarà del Bari? Una domanda piuttosto lecita da parte di una tifoseria delusa per l’ennesima stagione da dimenticare al più presto. Il nono posto in classifica e l’obiettivo playoff fallito sono sinonimo di un altro anno zero e di nuovi interrogativi in vista del campionato che verrà. Un campionato che rischia di non vedere più in maglia biancorossa ben 19 calciatori sui 26 presenti in rosa, compreso lo stesso Moreno Longo tanto criticato e mai pervenuto in questo rush finale. Se del tecnico piemontese era stato tanto apprezzato il suo lavoro agli albori della regular season, non sono di certo piaciute certe dichiarazioni relative alla squadra tali da far storcere il naso ad una piazza esigente e vogliosa di respirare aria di alta classifica come quella barese. Lo striscione apparso sugli spalti del “Druso” ieri sera è più che emblematico: “Ora…via tutti”!
Ciò che è certo è che ancora una volta sarà un’estate di necessaria rivoluzione. Un’estate calda sotto tutti i punti di vista e che vedrà nuovamente parecchio impegnati la società e la coppia Magalini-Di Cesare. Direttore e vice direttore sportivo, infatti, saranno chiamati ad un’opera di vera e propria rifondazione della rosa. Una rosa che oltre a calciatori in scadenza come Pucino, Bellomo, Maiello e il terzo portiere Marfella, vedrà salutare il capoluogo pugliese i tanti prestiti estivi e del mercato invernale. Radunovic, Mantovani, Obaretin, Simic, Oliveri, Favasuli, Lella, Coli Saco, Favilli, Novakovich, Falletti, Lasagna e Bonfanti: una lunga lista di giocatori pronti a tornare nei propri club di appartenenza, e per i quali una permanenza in maglia biancorossa sembra ormai alquanto improbabile. Senza considerare tra questi uno dei pochi a salvarsi da questa annata apatica: Mehdi Dorval, per il quale non mancheranno offerte da Italia ed estero.
Un secondo anno zero: ecco quello che il Bari vivrà durante la prossima sessione estiva di calciomercato. Ma che tipo di “secondo anno zero” sarà? Difficile da dire a poco meno di 24 ore dalla chiusura della stagione. Le prospettive, di certo, non sono sicuramente delle più rosee considerando una società e un’area tecnica per nulla ambiziose e perfino “arroganti” in alcuni momenti della stagione. Oggi più che mai, infatti, fanno rumore le dichiarazioni di Magalini post passo falso contro il Modena: “Il Bari andrà ai playoff”, una frase tale da lasciare dubbi oltre che segnale di un ambiente incapace di ragionare sul reale valore di una squadra. Una squadra che ha dimostrato di non essere da playoff a dispetto di contendenti meno attrezzate e sulla carta di livello inferiore rispetto ai galletti.
Di questa stagione resta poco e nulla se non la consapevolezza e la certezza che sarà necessaria una totale rifondazione per ridare morale ed entusiasmo ad una piazza nella quale negli ultimi due anni hanno prevalso sentimenti di apatia e diserzione. Cala così il sipario su un’annata terminata priva di un’eredità e senza una chiara programmazione che una piazza come quella di Bari merita. Nel frattempo aleggiano tante incertezze sul futuro. Incertezze che portano ad domanda su tutte: che ne sarà del Bari?