Fasano, inizia l’era Ghilardi: ambizione e progetti per un futuro da protagonista
Il Fasano cambia volto e sogna in grande. L’arrivo dell’imprenditore napoletano Ivan Ghilardi alla guida del club ha portato entusiasmo e nuove ambizioni, con l’obiettivo di trasformare la società in una realtà di spicco nel calcio meridionale.
Ghilardi ha coinvolto un’ampia rete di imprenditori, anche internazionali, pronti a finanziare il progetto sportivo e aziendale. L’obiettivo è chiaro: far crescere il Fasano non solo a livello tecnico, ma anche sotto il profilo infrastrutturale e gestionale, rendendolo una delle piazze più prestigiose del panorama calcistico italiano.
E se il buongiorno si vede dal mattino, il debutto dell’era Ghilardi è stato più che positivo. Nel derby contro il Brindisi, interrotto a cinque minuti dalla fine per intemperanze dei tifosi ospiti, il Fasano era in vantaggio 2-0. La vittoria verrà con ogni probabilità assegnata a tavolino (3-0), regalando così i primi tre punti sotto la nuova presidenza, un punto di partenza per un progetto ambizioso.
Intervenuto ai microfoni di Antenna Sud, il nuovo patron ha parlato del futuro del club e degli episodi di violenza avvenuti durante il derby.
“In conferenza stampa ho chiesto tre anni di tempo, ma serviranno per costruire un progetto solido. Non dobbiamo concentrarci solo sui nomi, ma lavorare in modo serio, facendo impresa. Il nostro obiettivo è rendere fieri i tifosi e portare il Fasano a livello nazionale, non più solo regionale”, ha dichiarato Ghilardi.
Il presidente ha poi svelato alcuni dettagli sul piano di sviluppo: “Ho coinvolto oltre 100 imprenditori, alcuni anche internazionali, per rendere questa piazza ancora più grande. Vogliamo migliorare le infrastrutture e costruire uno stadio all’inglese, con bar, negozi e brand prestigiosi. Sin dalla prossima stagione, alzeremo l’asticella dal punto di vista sportivo”.
Ghilardi ha poi condannato duramente gli episodi di violenza che hanno macchiato il derby contro il Brindisi:
“La giornata di ieri doveva essere una festa, un derby è sempre una partita speciale. Ma quello che è successo non ha nulla a che fare con il calcio o con gli ultras, è criminalità e come tale va condannata severamente”.
Tra i momenti più gravi, il ferimento del calciatore Onraita, colpito al sopracciglio da un accendino, e i danni riportati dallo stadio, tra cui bruciature sul manto erboso.
“Abbiamo consegnato un referto dettagliato all’arbitro con tutte le violenze subite. Bisogna identificare questi criminali e rispondere con fermezza. Allo stadio c’erano tanti bambini, serviva un’attenzione maggiore per questa gara. Con il presidente del Brindisi, Roma, ho avuto un lungo colloquio: era mortificato e provato, come tutta la dirigenza brindisina. Episodi del genere non fanno bene al calcio” ha concluso Ghilardi.
Il Fasano guarda avanti, tra ambizioni e la volontà di costruire un futuro solido, lasciandosi alle spalle un derby che avrebbe dovuto essere una festa, ma che ha mostrato ancora una volta il lato oscuro del calcio.