Il Foggia si avvicina al finale di stagione sospeso tra caos societario e dignità da difendere sul campo. Dopo settimane di silenzi, tensioni e promesse mancate, la situazione è ormai al collasso: il presidente Nicola Canonico ha abbandonato di fatto la squadra, lasciandola in una condizione di autogestione sempre più evidente.

La trasferta di lunedì 14 aprile a Crotone (calcio d’inizio alle 20:30) ne è l’emblema. La società aveva inizialmente previsto la partenza in pullman nella stessa giornata della partita. Una scelta che ha indignato lo spogliatoio, già provato da viaggi estenuanti come quello recente fino a Biella per affrontare la Juventus Next Gen.

Così, in accordo con l’allenatore Luciano Zauri e il direttore sportivo Luca Leone, i calciatori hanno deciso di partire con un giorno di anticipo, domenica, subito dopo la rifinitura. Una decisione professionale, da squadra vera. Ma il gesto che colpisce di più è un altro: il pernottamento sarà a spese dei giocatori stessi. L’albergo, già prenotato, sarà saldato direttamente da loro. Un segnale chiaro: il gruppo vuole provarci fino alla fine, anche senza una società alle spalle.

È l’immagine plastica di un club in autogestione. Una condizione tollerata – se non incoraggiata – dagli unici organi amministrativi ancora attivi, mentre Canonico e il figlio Emanuele, vicepresidente, hanno interrotto ogni operatività.

Lo stesso presidente, del resto, aveva già annunciato pubblicamente il proprio disimpegno: “Non tirerò fuori più un centesimo per il Foggia”, aveva dichiarato il 31 marzo. Un avvertimento che oggi suona come una resa, accompagnata dalla minaccia di non onorare nemmeno la scadenza del 16 aprile per il pagamento degli stipendi.

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