Il patron del Manfredonia Gianni Rotice è intervenuto ai microfoni di TeleSveva raccontando i retroscena sull'iscrizione del Manfredonia al prossimo campionato di Serie D, chiarendo situazioni in sospeso verificatesi nella scorsa annata. Queste le sue parole:

SITUAZIONE- "La situazione lascia in me una profonda ferita e amarezza che non so se riuscirò ad accettare, ma ho deciso di metterla alle spalle. La decisione è maturata grazie alla responsabilità di iscrivere la squadra per tutti quei tifosi e i cittadini che vogliono bene alla maglia, quelli che ti incontrano per strada e ti fanno capire che non si può pagare un prezzo così alto per quei pochi che avrebbero voluto spostare la questione su altri tavoli in maniera strumentale. Ci metto una pietra sopra e non ci voglio più parlare, resterà comunque una distanza enorme tra me e questa gente, ma il messaggio forte è che si fa questo per chi ama veramente il calcio e ama il Manfredonia, che ti fanno capire quanto il calcio sia un veicolo sociale in una città come questa. Ha prevalso il senso di responsabilità."

MANFREDONIA IN VENDITA- "Ci sono state delle proposte che piuttosto chiamerei sfottò, una proposta seria in ambito commerciale ha dei presupposti, basi e tavoli di trattative che non possono essere documenti girati tra la gente solo per dimostrare qualcosa. La società è di mia proprietà, chi vuole acquistare il Manfredonia Calcio deve farlo con un progetto serio, in maniera seria e con basi serie; si è finiti in qualcosa di veramente disarmante e culturalmente di basso livello, ne va della mia immagine e cadere a questo basso livello non posso farlo. Ho avvisato l'intera amministrazione di non farsi portare per mano in questo brutto gioco. Chi vuole acquistare dovrà farlo mettendo dei soldi sul tavolo, le offerte strumentalizzate e frutto di qualcosa che non ha nulla a che fare con il calcio non saranno accettate, non svenderò mai il Manfredonia, se qualcuno pensava che con i ricatti avrebbe potuto portarmi via il Manfredonia si sbaglia, invito questa gente a mettersi da parte."

NUOVO STAFF- "Luigi Pezzella allenatore e Massimo Tanzillo direttore sportivo? Si, ripartiremo da loro due e soprattutto da un progetto. Più che trovare i nomi è stato condiviso un progetto, in questi giorni le preoccupazioni non erano quelle di portare a termine gli adempimenti per le iscrizioni, aver deciso all'ultimo non è una cosa semplice ma serve a far capire la solidità della squadra e dimostra quanto siamo sani e solidi. In poco tempo si è cercato di capire se si può condividere sull'esperienza negativa degli ultimi anni, non negativa per quanto riguarda il punto di vista tecnico con giocatori o allenatori che ringrazio, ma con chi mi ha portato in questa situazione rovinosa. Il progetto è semplice: non sperperare, non bisogna mettere davanti egoismo e marketing personale a discapito delle tasche mie e di chi crede in questa squadra, un progetto giovane e sostenibile con ragazzi che devono dare un futuro alla città. Si sta costruendo uno staff di professionisti, bisogna fare un salto culturale in quelli che sono gli approcci. Il mio obiettivo è distaccarmi dal passato, voltare pagina e provare in maniera diversa per far decollare il progetto"

EX ALLENATORE- "Con Franco Cinque c'è massimo rispetto, ringrazio lui per le due stagioni fatte e condotte con passione ed entusiasmo. Quando parlo di discontinuità dal passato è perchè il progetto si fonda su altri elementi, con un gruppo che dovrà lavorare coeso tutti insieme con un linguaggio che possa valorizzare i giovani. Ci sarà logicamente nello schema anche l'esperienza, ma la prima cosa che voglio condividere è la capacità di sviluppare il progetto dove non esisteranno l'uomo allenatore o l'uomo direttore, ma un solo unico gruppo di lavoro con più persone in sintonia e sinergia tra loro"

L'ORGANICO- "In questo mese ho avuto modo di verificare quanta passione e attaccamento c'è stato per la maglia e per il sottoscritto e ho visto un processo di slegamento da parte di qualcuno che pensavo amasse la squadra ed ho capito che dietro c'era soltanto un interesse economico. Ovvio che quando devi decidere su chi puntare bisogna tener conto di chi, nei momenti difficili, ha avuto la capacità di dire "siamo con te a prescindere dalla decisione" e così metterò al centro delle decisioni gli uomini. Creerò uno spogliatoio prima di uomini e poi di giocatori.

SUL CAPITANO- "Il capitano Giacobbe è una persona che ha dimostrato tutta l'appartenenza a pieno e mi farebbe piacere rivederlo con noi, ma le scelte tecniche le lascio in mano a chi avrà la responsabilità della direzione tecnica, io posso soltanto trasferire le informazioni e le sensazioni del gruppo" 

SULLE LIBERATORIE- "L'iscrizione parte da una serie di adempimenti che devi rispettare, non so chi si inventa questo problema che non esiste altrimenti non avremmo potuto neanche mandare la lettera d'iscrizione"

NUOVO OBIETTIVO- "Lo scorso anno ho speso soldi e costruito una squadra con molti contratti che parlavano di premi playoff e a dicembre ero a nove punti e praticamente retrocesso. Senza scatto d'orgoglio non ci saremmo salvati al 92' con il gol di Caputo. Adesso partiamo diversamente, con sostenibilità e con l'obiettivo di fare un campionato tranquillo. Voglio partire con tanta sobrietà, i due anni passati hanno dimostrato che può succedere di tutto ed il calcio è bello per questo, ma quest'anno si fa diversamente. Mantengo un profilo basso dopo la scorsa stagione, le ferite aperte sono tante e non verranno rimarginate in fretta"

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